Rassegna storica del Risorgimento

ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno <1935>   pagina <699>
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 699
in seguito alla stessa non si sarebbe più addivenuti a trattative. Sem­brava però che il Papa fosse risoluto a limitarsi a proteste, continuando l'esercizio normale delle sue funzioni. Poiché la costernazione del popolo era silenziosa, i Francesi credevano che sotto quell'impenetrabi­lità i Romani celassero una segreta gioia di essere presto liberati dal­l'oppressione in cui vivevano; anche l'Alberti infatti nella succitata lettera del 3 febbraio al Testi attesta che dovunque è calma e sog­giunge: vedremo se i mezzi che si impiegano condurranno al lodatis-simo oggetto propostosi dalla Maestà Sua di ridurre questi signori ad un ragionevole accomodamento . Grande era la costernazione al Qiiirinale, ma Pio VII attingeva dalla forza del proprio diritto una non comune energia ed essendo stato richiesto dall'Alqnier di accor­dare un'udienza al generale Miollis rispose: Lo riceverò con modi affatto paterni, perchè tutti debbono potersi avvicinare a noi, né ricu­seremo mai la nostra benedizione ad un cristiano che presta omaggio al Sovrano Pontefice . Miollis fu infatti ben accolto dal Papa, ed anche egli a sua volta lo trattò rispettosamente ed amabilmente, dichiaran­dogli che l'occupazione di Roma sarebbe stata solo temporanea e ten­dente sopratutto ad impedire le sommosse dei Transteverini, al che il Papa ribatteva che non sarebbe più uscito dal suo palazzo, consideran­dosi prigioniero, finché le milizie fossero in Roma e che nessun nego­ziato era più possibile in quello stato di cose.
Pio VII non aveva mancato di protestare solennemente e pubbli­camente all'atto dell'occupazione di Roma e la sua protesta era stata affissa nelle chiese e nelle strade, donde però i Francesi correvano a strapparla. Secondo le informazioni che ci dà l'Alberti con la sua let­tera al Testi del 6 febbraio 1808 (A. S. M., Min. Esteri, e. 21). il Papa aveva l'animo esacerbato e non sembrava veramente possibile un accordo; egli era ancor più addolorato ed irritato per il modo il giorno e l'ora in cui l'occupazione era avvenuta; poiché furono stornate le guardie alle porte, in giorno di festa e mentre il Papa offiziava nella sua cappella. La questione per un accomodamento si basa sui due punti indicati nella lettera dell'Alberti al Testi del 30 gennaio e cioè la Confederazione contro gli Inglesi e la nomina di una terza parte del Collegio dei cardinali; dai quali
la Religione non è per certo tocca aggiunge l'Alberti e continua: quelli che sono al fatto delle cose, non possono non sorprendersi delTacciecamento e dell'osti­nazione del Pontefice, ma per altro non pensa nel modo stesso il massimo numero delle persone, che sono di tutto all'oscuro e che vengono a bello studio sinistramente impresse .