Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno
<
1935
>
pagina
<
703
>
I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 703
Napoleone, sia per infermità, dando quindi fine alla sua carica con la sua stessa morte, avvenuta due anni dopo.
Viene quindi imposto ai soldati romani di partire per Ancona, per essere uniti all'esercito francese, il che suscita grande malumore e dolore nelle famiglie e nelle madri di quei giovani. Ai pochi soldati rimastigli fedeli, alla sua guardia ed ai soldati cosiddetti di finanza, il Papa impone di cambiar il colore della coccarda, per distinguere i suoi soldati da quelli che l'hanno tradito e dai soldati francesi: i colori esistenti erano nero e giallo e quelli nuovi, imposti da Pio VII, sono bianco e giallo (lettera dell'Alberti al Testi del 15 marzo, A. S. M., Min. Esteri, e. 21), questa nuova coccarda viene inviata nelle provincie ed i soldati sono obbligati a porla sul cappello, come l'Alberti stesso asserisce nella sua lettera al Testi del 18 marzo (A. S. M., Min. Esteri, e. 21), in cui fra l'altro dice:
e si prosegue ad usare le solite arti per fissare l'attenzione sul Pontefice e per fare riputare soprannaturale la cosiddetta di lui costanza. Anche Pasquino si meschia negli affari politici. Egli sta a sedere (poiché è tale la posizione della statua a cui si dà tal nome) e Marforio l'invita a fare un viaggio. Egli però risponde : No, che non voglio venire, né lasciar la mia sedia . Si vuole con ciò alludere alla fermezza papale, poiché si pretende e si scorge che il Pontefice abbia detto, che non abbandonerà la sua sedia se non quando ne lo si strappi via per forza, e che lo si conduca altrove legato. Sorti poi l'altro giorno una piccola carta, su cui era disegnata la forma di una medaglia. In uno dei lati v'era il trionfo della Religione, nell'altro la seguente iscrizione : a Plus VII Anno I - , volendosi con ciò indicare che ora Pio VII la fa da Papa, e da Leone, come BÌ espresse egli stesso, mentre prima si conduceva da Agnello, ed era diretto dagli altri.
Date le azioni del Governo francese, fu tenuto il 16 marzo un Concistoro, del quale l'Alberti dà notizia il 21 marzo 1808 al Testi (A. S M., Min. Esteri, e. 21); riportando che nulla di saliente fu detto durante lo stesso, all'infuori delle promozioni dei vescovi a sedi vacanti, mentre però si dice che furono poi congedati
a quegli individui che sogliono assistervi oltre i Cardinali e che il Pontefice si tenne chiuso con questi ultimi soltanto per lo spazio di due ore e più. Si accenna che egli abbia parlato il primo per circa tre quarti d'ora e che dopo vi siano stati dei forti dibattimenti. Nulla si può traspirare sull'oggetto preciso di quella segretissima sezione poiché vi fu opposto il vincolo del maggior giuramento, ma dall'aria triste e concentrata dei Cardinali tutti e particolarmente di quelli che si mostrarono finora i più disinvolti, si argomenta che il Pontefice, abbia enunziata e sostenuta con fermezza l'ultima sua decisione, la quale si suppone di natura a produrre delle conseguenze disaggra-devoli. Quelli che si reputano i meglio veggenti, e che considerano il carattere risoluto del Pontefice, che riflettono alle assicurazioni che si danno, che siasi da lui già preso il proprio partito, che si ricordano le proposizioni da lui avanzate di volerla far da