Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
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1935
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704
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Lina Maddi
Papa e di voler morire da Leone, e che esaminano insieme le circostanze dell'esistenza delle truppe di Sua Maestà a questa parte e che sono soprawegliate le Stamperie e le Poste, sono di parere che quando giungano sfavorevoli le risposte, che attende da Parigi, sia per profittare o del giorno 25 corrente (in cui si doveva celebrare la festa dell'Assunzione nella Chiesa della Minerva) o di qualche altra posteriore solennità (al caso che il Corriere ritardi) per intimar lui stesso di viva voce l'interdetto .
Frattanto una nuova imposizione mette la città tutta in una grande costernazione (Alberti-Testi 24 marzo, A. S. M., Min. Esteri, e. 21), viene cioè intimato ai cardinali italiani e francesi di partire e ritornare ciascuno al proprio dipartimento; la misura suscita ancora una volta l'indignazione e la protesta del Papa, che impone ai Cardinali di fermarsi nella località dove li lascerà la forza, per costringere i Francesi ad accompagnarli fino alle loro case. Nonostante la lunga nota pontificia, redatta dal card. Gabrielli, Napoleone non lascia tregua, anzi prende provvedimenti sempre più stringenti: 1*8 aprile l'Alberti scrive al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 24):
In seguito degli ordini ricevuti da Sua M. l'Imperatore e Re, fece il Sig. Generale Miollis nella penultima scorsa notte arrestare, disarmare e tradurre in Castello S. Angelo tutti gli Individui della Guardia Nobile del Pontefice, che a questa parte esistevano . ... Poco dopo alla suddetta esecuzione fu ieri mattina intimato al Corpo degli Svizzeri di riconoscere l'Autorità e il comando del signor Generale sunnominato e non vi ebbe alcuna difficoltà nell'indurveli; e del pari fu disarmata e dirò cosi per il momento sospesa e disciolta la cosiddetta Milizia del Campidoglio, ch'è una Truppa Urbana . ... era presieduta dal Senatore, soprawegliata da due Cavalieri Ispettori e comandata da un Capitano, il quale per essere attaccato al nostro sistema si condusse egregiamente e mi diede tutte le informazioni di cui il Signor Generale poteva abbisognare. In conseguenza delle dette operazioni è di aver del pari sottomessi i soldati di Finanza (il cui Capitano come indocile fu anzi posto nel Castel S. Angelo), ora il Papa non ha in Roma un solo uomo armato, che dipenda da lui, e stanno a guardia delle Porte del suo Palazzo gli Svizzeri, che il signor Generale gli assegna. Può immaginarsi ch'esso Papa sia come il solito montato sulle furie ed egualmente fu amareggiata e punta la nobiltà romana dell'arresto delle guardie Nobili, poiché non vi ha quasi famiglia che non abbia parentela od amicizia con taluno degli arrestati. Il resto però del Paese non si diede gran pensiero del fatto, ed anzi come il Corpo della Guardia Nobile era per il più composto da giovani storditi, e talvolta insolenti, cosi si era avuto quasi un po' di piacere di vederlo umiliato. Tutta Roma credeva che nella scorsa notte si fosse per prender qualche risoluzione anche sulla persona del Papa, ed anzi mi si riferisce che egli era pure di tal sentimento. Mi vien detto che abbia ordinato che lo si avverta subito che alle sue stanze si vegga avvicinarsi più di un Individuo Francese e si opina che sia per far chiudere a catenaccio la porta, e si parla più che mai del Pluviale di S. Leone e della Stola di San Pio V e della ostinata resistenza che porrà onde non esser mosso dalla sua sedia. Egli ha la testa montata in maniera che sono anch'io di parere che al caso che si volesse altrove trasportarlo, egli ai farebbe piuttosto recidere le braccia, che lasciare la cosa a cui si fosse afferrato per tenersi saldo al suo posto .