Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <705>
immagine non disponibile

I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 705
Frattanto il 2 aprile 1808 Napoleone decreta senz'altro la annes­sione irrevocabile ed a perpetuità delle provinole di Ancona, Mace­rata e Camerino, imponendovi il Codice napoleonico ed una Commis­sione organizzatrice presieduta dal generale Lemarrois, coi consiglieri Verri e Lumi, ed ordinando con altro decreto a tutti i cardinali prelati ed impiegati nativi di quelle provincie di rimpatriare senza indugio. A ciò il Papa risponde con una nuova protesta, poiché riteneva lesi in tal modo anche i suoi diritti spirituali. Solo il 13 maggio l'Alberti, apprese queste notizie, le comunica al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 23) aggiungendo: Essi decreti hanno fatto in generale una sensa­zione grandissima; dalle lusinghe della loro vittoria ond'erano pieni (i pontifici) sono passati ad uno stato di disperazione, attendono che il dì 15 sia anche fissato il destino di Roma, e si vuole, che qui sia giunto, o debba giungere a momenti il sig. Ministro Saliceti. Nono­stante tutti i provvedimenti presi dall'Imperatore e che tanto dispia­cevano ed irritavano il Papa, tuttavia al Governo Francese di Roma, cui quella situazione conlinciava a divenire intollerabile, sembrava che le disposizioni imperiali giungessero troppo lentamente, se l'Alberti scrive al Testi ed al Marescalchi il 23 aprile (A. S. M., Min. Esteri, e. 23) :
Attendiamo impazientemente le risoluzioni di Sua Maestà, poiché ogni dì più si accrescono gli imbarazzi e i pensieri. Ci sono dei raggiri, degli intrighi, delle manovre; il Papa riceve ogni notte clandestinamente delle persone della più bassa classe del popolo nelle sue stanze; non se ne scopre per anco l'oggetto, ma ciò non può non tenerci in allarme .
In seguito, il 21 aprile, veniva deportato anche mons. Cavalchini, governatore di Roma ed a ciò segue una nuova protesta papale.
All'esterno, in Europa, la situazione non era meno complicata e delicata che in Roma: malumori in Spagna, donde giungono strepi­tose notizie (scrive l'Alberti al Testi ed al Marescalchi il 24 maggio, A. S. M., Min. Esteri, e. 23) e quella dell'abdicazione del Re Carlo in favore di Sua Maestà l'Imperatore e Re
Dovunque gli Inglesi sollevano malumori contro Napoleone, ten­tando di demolire il potente rivale; nelle isole italiane di Sardegna, Sicilia, Malta era un presidio britannico. Solo la Corsica, fra le isole più notevoli, apparteneva integralmente alla Francia.
Grandi e varie erano quindi le congetture in Roma, le speranze, i timori; ora sono i Francesi, ora i Romani del Papa che inorgogli­scono e credono di poter avere il predominio; quelli fanno guerra a questi con violenze usurpazioni ed ogni arbitrio, questi ai primi con voci sparse che tendono a screditare e diffamare sempre più il Governo