Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
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1935
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706
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Lina Maddi
francese ed il suo Sovrano. Sembra anzi che a Monte Cavallo si siano preparate delle istruzioni ai fedeli al Papa contro il governo napoleonico (lettera dell'Alberti al Testi del 15 giugno, A. S. M., Min. Esteri, e. 23). In seguito a queste istruzioni il Miollis prende misure di rigore, arrestando anche altri cardinali con sequestro contemporaneo delle carte. Ciò attesta l'Alberti nella lettera del lójgiugno al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 23) in cui troviamo fra l'altro una certa spiegazione del contegno del suo Sovrano:
giacché ci hanno dichiarato la guerra e ce la fanno con tutta la possibile malignità crediamo di non doverci scrupolosamente attenere alle forme uè di attendere che le trame loro siano giuridicamente provate . Si sono prese delle misure alle porte, si usano tutte le avvertenze possibili, ma quali mezzi abbiamo noi da opporre in simili casi, ai mezzi dirò così onnipotenti, dei quali è fornito questo governo ? È assai riflessibile l'effetto prodotto dalla conoscenza delle dette istruzioni. I nostri nemici ne menano un orgoglio insolente; dicono che l'ora dei fulmini e della vendetta si avvicina, ed esaltano altamente la costanza ed il coraggio del Papa .
Proprio allora veniva arrestato il card. Gabrielli, pro-segretario di Stato, e con lui l'Antonelli, il quale sarà fatto partire col prògovernatore mons. Arezzo la mattina del 7 settembre 1808. In luogo del primo però il Papa chiama subito il card. Pacca, di cui l'Alberti scriverà al Testi il 2 agosto (A. S. M., Min. Esteri, e. 24) che è uomo di molto talento e di molta accortezza, mentre i di lui antecessori Casoni e Gabrielli erano tali da non meritare che se ne facesse alcun calcolo. Infatti il Pacca era stato degnamente apprezzato anche dai Papi precedenti, Benedetto XIII, Clemente XII, Benedetto XIV e Pio VI, nonché dal popolo, poiché, pur essendo di Benevento come alcuni favoriti cui Benedetto XIH aveva affidato il governo temporale perchè troppo occupato della Chiesa e che avevano esercitato un vergognoso nepotismo, egli aveva saputo allontanare da sé la qualifica di Beneventano che allora rappresentava quindi un'ingiuria mantenendosi sempre integerrimo disinteressato ed alieno da adulazioni anche se ebbe della protezione per il nipote Tiberio o qualche parente.
Il Papa esacerbato da quei soprusi ed irritato al massimo contro i Francesi, è deciso a non tollerare più nulla, mentre
a c'è in Roma del riscaldo e del sordo fermento (scrive l'Alberti al Testi ed al Marescalchi il 30 giugno, A. S. M., Min. Esteri, e. 23) e nelle Provincie si fanno vedere i briganti sopra diversi punti, ma particolarmente nella Sabina e nella Campagna. Ieri sera poi fu qui praticato un atto d'audacia, che reca veramente sorpresa; le sentinelle che guardavano il Castello dal lato della Campagna si accorsero che varie persone si avvicinavano alle mura. Gridarono, diedero il segno d'allarme e nulla