Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno
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1935
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pagina
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707
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1 rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 707
rispondendosi al di fuori spararono dei colpi di facile, che nulla intimorirono gli incogniti, i quali fecero altrettanto dal canto loro. U fuoco e dall'una e dall'altra parte si rinforzò, la fucilata durò lungo tempo e si conta che siano stati sparati da circa 300 colpi. Niun soldato fu offeso e nulla si sa circa gli assalitori; ma fu rimarcabile assai che nel mentre facevasi il suddetto tentativo, ardessero vari fuochi dalle montagne vicine, i quali in seguito si propagassero a considerabili distanze .
Erano continue infatti le scorrerie dei briganti lungo le coste e per le campagne, contro i quali la milizia francese doveva intervenire e prendere provvedimenti energici contro quelli che venivano catturati. Specie nei luoghi montuosi si trovavano bande considerevoli, come quella scoperta a Ceprano ed incalzata dai Francesi, i quali poi pronunciarono delle sentenze capitali contro i prigionieri (Alberti a Testi il 12 luglio, A. S. M., Min. Esteri, e. 23). Un'altra che impensieriva il Governo francese e per la quale il Miollis partiva ad esplorare le coste sino a Terracina, era precisamente quella cui accenna l'Alberti nella lettera al Testi del 23 giugno (A. S. M,, Min. Esteri, e. 21) di circa 800 briganti. Il Governo francese non si sentiva perciò ben sicuro, non poteva operare tranquillo in Roma e per la poca sicurezza esterna e per quella ancor minore interna, non essendo riuscito a conquistare la popolazione romana, a farsi un partito vero e proprio e forte e non avendo l'organizzazione e l'autorizzazione da imporsi definitivamente con la violenza sia in Roma che in tutti i paesi ancora soggetti al Papa, del quale questi sentivano e rispettavano invece l'autorità; scrive infatti l'Alberti al Tèsti il 25 giugno (A. S. M., Min. Esteri, e. 21) che non sono molto rassicuranti le notizie dalle provincie e da molte voci si deduce che c'è del fermento nelle guardie provinciali romane, che dei briganti appaiono in molti punti, che i preti e i frati si aggirano, parlano, e sembrano aver in vista qualche oggetto . che una flottiglia nemica composta di 24 bastimenti tra grandi e piccoli, sia stata veduta a Terracina, e che siansi riprodotte le coccarde pontificie; aggiunge l'Alberti che fu ordinato il disarmo delle guardie provinciali e si prescrissero misure di rigore contro i coccardisti . In Roma tutto è quieto, ma, nonostante ciò le guardie sono state raddoppiate e si son rese più numerose le pattuglie notturne. In seguito al disarmo delle truppe provinciali il Papa avanza una nuova protesta, come afferma anche l'Alberti nella lettera del 4 luglio al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 23), dopo la quale comunica allo stesso consigliere di Stato il 17 luglio (A. S. M., Min. Esteri, e. 23) che sembra anzi il Papa voglia sospendere i vescovi di Osimo, Urbino, Gubbio, Camerino, per non essersi attenuti alle sue disposizioni. Un'altra protesta pontificia