Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <709>
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 709
erano del tutto infondati, del resto, quei sospetti, poiché, nonostante Pio VII non volesse abbandonare il suo posto, tanto più se c'erano dei pericoli, ed esser presente fino all'ultimo, affidandosi alla provvi­denza divina, d'accordo in ciò anche col Pacca, vi furono quelli che veramente pensarono di farlo fuggire, quali i cardinali Gabrielli e Di Pietro, i quali fecero dei preparativi, che non poterono mandare a termine anche perchè l'emissario di Ferdinando IV, inviato da lui espressamente per portare il Papa in Sicilia, era stato sorpreso e fuci­lato. Un altro piano fu quello del procuratore generale dei Gesuiti don Gaetano Angelini, il quale ottenne l'appoggio degli Inglesi ; ma anche questo disegno non giunse ad esecuzione poiché Pacca, non al corrente degli accordi intercorsi col suo predecessore Gabrielli, rimandò l'inca­ricato con una risposta evasiva, senza nulla concludere.
Troviamo poi una serie di relazioni dell'Alberti al Testi sulle opi­nioni che corrono in Roma e sull'umore del Papa e dei suoi:
16 settembre 1808 (A. S. M., Min. Esteri, e. 24) - Nulla c'è di nuovo al Quiri­nale e tutto cammina sul piede dei giorni antecedenti: riportandomi soltanto con av­viso segreto che il Papa a quest'ora abbia già emanato un ordine ai Vescovi dello Stato Suo, affinchè dichiarino separati dalla Comunione della Chiesa quelli fra i suoi sudditi, che in un termine perentorio non avranno mostrata sommissione e obbe­dienza ai precetti, ed alle ammonizioni contenute nella famosa carta da lui stesso segnata e fatta affiggere. Il fonte da cui viene la notizia non è quale dovrebbe per dargli tutta la fede, ma non ostante io ne parlo poiché la trovo probabile, quando rifletto al carattere del Papa ed alla natura dell'affare .
17 settembre 1808 (A. S. M., Min. Esteri, e. 24) ...quello che dobbiamo attenderci per sicuro è che quest'Uomo ci farà ogni male immaginabile e con qualun­que mezzo sarà da lui dipendente, tutte le volte, ch'egli conoscerà d'averne l'opportu­nità e che possa sperarne un effetto .
2 ottobre 1808 (A. S. M., Min. Esteri, e. 24) ...mi si dice dunque che sia stata scritta un'Enciclica in latino ai Vescovi delle Marche, lunga dieci pagine, in data dei 30 agosto sub Anulo Piscatoris apud S. Mariam Majorem, ma inviata soltanto in que­st'ultimi giorni; e che in essa si commetta ai detti Vescovi di non obbedire per nulla ad un Governo, ecc., giacché le Provincie usurpate non possono riguardarsi comprese nel Concordato per tutte le ragioni che può immaginarsi che vengano dal Papa allegate.
Frattanto cadeva Capri, il 17 ottobre, in potere di Re Gioacchino, il quale aveva fissato egli stesso le condizioni della resa, minacciando di passare all'assalto se gli isolani non volessero cedere (Alberti a Testi il 19 ottobre, A. S. M., Min. Esteri, e. 25) ed anche tale nuova era motivo di altre infinite dicerie, che tenevano tutti gli spiriti in una continua agitazione, irritando sommamente il Governo francese, il quale si sentiva diventar sempre più odioso, ridicolo, incerto, perdu­rando in quello stato di cose, senza prender alcuna risoluzione; ma
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