Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
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1935
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Lina Maddi
oziosi e vagabondi, con la malvagità dei nostri nemici che cercano di accrescere il male, e coi giudici e Tribunali Romani, che, quando nasce ad essi il pensiero di prender ingerenza nella sorte degli arrestati tradotti innanzi a loro, lo fanno soltanto per rimetterli in libertà... Circa poi i maneggi allarmanti che si fanno sul conto del vicino Carnevale, avrei mille aneddoti a dire di fraticciuoli, di preti, di femmine che corrono per le strade e per le case avvertendo di stare in guardia, e di non immischiarsi nei divertimenti francesi. Ne furono dati a me stesso da più d'una persona e poi si fa girare e si fa trovare innanzi alle porte delle case, nelle fessure degli usci, ed in mille altri siti o il seguente o degli altri consimili viglietti: Romani questo Carnevale si fa per soverchiar il Santo Padre e per ingannare e rovinare voi stessi; aiutatevi dunque .
Nonostante fosse grande l'umiliazione per il Governo francese di doversi assoggettare alla volontà del Papa, pure non avendo sufficienti forze per poter difendersi da eventuali ostilità ed attacchi, decise, come scrive l'Alberti al Testi il 31 gennaio 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 27) di non fare pubblicità eccessive, senza rinunziare però del tutto al carnevale. Il 6 febbraio 1809 poi l'Alberti comunica al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 27) l'apertura del carnevale:
Ha avuto luogo ier l'altro l'apertura del Carnevale ed è Succeduto quanto si era previsto, cioè che ninno vi avrebbe preso parte, poiché le minacele e le preghiere e le promesse usate alternativamente dal Pontefice, e dagli aderenti suoi ritennero ognuno nella propria casa, sicché Roma era simile piuttosto ad un deserto che ad una Capitale... ((veramente già ci attendevamo che non comparissero né maschere, né carrozze, ma che poi tutti quei Principi, Duchi, e signori, che ricevono mille attenzioni dal signor Generale e che ad ogni momento domandano grazie e favori si contenessero nel modo suesposto non lo potevamo supporre, e si meriterebbero forse, se il momento fosse propizio di essere toccati sul vivo, e sugli oggetti cari alla loro avarizia .
In contrasto con lo squallore del carnevale fu invece grandioso il concorso di popolo ed il giubilo di tutti nel festeggiare il 21 marzo l'anniversario dell'avvento al trono pontificio di Pio VII.
Oltre a Napoleone c'era Murat ebe aspirava a Roma; ma, mentre il primo mostrava apertamente le sue intenzioni, ed operava senza sotterfugi, il secondo faceva un doppio gioco; si rendeva infatti gradito ai Romani, al Papa ed ai funzionari stessi del Governo Francese per le sue squisitezze, mentre poi, per mostrare al cognato il suo zelo e la sua prontezza nel favorirlo nei di lui disegni, gli dava i più capricciosi ragguagli sui suoi incaricati di Roma, dicendogli ad esempio ebe Miollis era un inetto e ebe si sarebbe dovuto affidare a lui, Murat, il comando di Roma; ma in cuor suo covava intanto il suo piano ai danni di Napoleone stesso, tendendo ad impadronirsi di Roma con un colpo di mano, al momento opportuno. Napoleone però, con la sua accortezza, non poteva certamente cadere nel tranello del cognato; e, fattegli