Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <713>
immagine non disponibile

I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 713
inviare a Roma le sue truppe, poiché egli non voleva spostare quelle di Lombardia, che gli servivano contro l'Austria, seppe tenerlo a bada e, quando a quegli sembrava l'ora di fare il suo colpo, prevenirlo portando a compimento il suo piano. In Roma F ingerenza di Murat sollevava un certo mormorio, volendosi cercar di capire con quali disposizioni Murat si intromettesse in quegli affari; frattanto il Miollis, stanco di rima­nere senza quelle attese istruzioni, che gli sembrava fossero giunte precise a Napoli, si allontanava temporaneamente da Roma, sempre in attesa.
Sull'arrivo del Re di Napoli scrive l'Alberti al Testi F8 aprile (A. S. M., Min. Esteri, e. 27):
Io ho sempre più dei motivi a credere che Sua Maestà il Re di Napoli sia pros­simo a prendere dell'influenza negli affari di questo paese. Intanto si è verificato che sono giunte in questa Città delle truppe Napoletane, le quali vennero alloggiate in Castello, il che fa dire a tutti che i Napoletani hanno preso il Castello e che i Romani vengono fatti loro dipendenti .
Questo concetto viene ribadito nella lettera dell'Alberti al Testi dell'll aprile (A. S. M., Min. Esteri, e. 27) in cui lo stesso conferma appunto che la città dubita sia vicino il momento della caduta del Governo temporale pontifìcio.
Gli avvenimenti incalzavano sempre più : il ministro della polizia di Napoli, conte Cristoforo Saliceti, un convenzionale divenuto bona­partista, arrivava a Roma il 13 aprile, come risulta dalla lettera del­l'Alberti al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 28), in cui tra l'altro questo incaricato, parlando del suddetto, dice:
Mi recai a visitarlo e nei discorsi da lui fatti scherzò molto sulla pazzia del Papa di volersi considerare prigioniero e di non aver esercitato i soliti uffizi nella Chiesa di S. Pietro nelle scorse solenni festività, disse che il Pontefice dovea esser sicuro che non era intenzione di Sua Maestà né di farlo prigioniero, né di molestarlo e vessarlo; ma che si volea soltanto che egli attendesse alle cose del Cielo, senza mischiarsi negli affari mondani, ed imbarazzarsi delle cure del Governo temporale .
Aggiungeva indi il Saliceti che non era venuto con uno scopo preciso, ma seulement pour aider , in esecuzione di ordini diretti di Napo­leone (lettera dell'Alberti al Testi del 19 aprile (A. S. M., Min. Esteri, e. 27).
L'arrivo del Saliceti, il ritorno dell'artiglieria e dei distaccamenti francesi che erano sparsi in provincia, le fortificazioni che si facevano dovunque e specie nella città e nei porti (Alberti a Testi il 18 aprile, A. S. M., Min. Esteri, e. 27) intimorivano i fedeli al Papa, i quali