Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
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1935
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714
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714 Lina Maddi
vedevano sempre più prossima l'ora d'una azione contro il Pontefice; infatti, allorché il
Card. Pacca seppe Taravo di S. A. il Signor Ministro Saliceti (scrive l'Alberti al Testi il 24 aprile A. S. M., Min. Esteri, e. 30) andò pallido e tremante ad avvertirne il Papa, il quale gli disse che già a questo si attendeva, che non c'era alcun motivo a temere e che si rincovasse e seguisse il suo esempio .
...Intanto qui soggiunge l'Alberti tutti gli animi sono sospesi fra l'incertezza, il timore e la speranza, secondo il partito che ognuno tiene e segue; ma vorrei che l'indecisione finisse .
Non era ancor tempo invece, e l'Alberti ed i suoi dovevano ancora pazientare nell'ansiosa attesa. Lo stesso ne scrive al Testi il 21 aprile (A. S. M., Min. Esteri, e. 27) così informandolo dello stato d'animo generale e delle azioni dei preti.
Noi siamo qui in una perfetta inazione, poiché si attendono ancora le istruzioni che ritardano al di là di quello che si avea immaginato. Non sono però inattivi questi Preti e c'è anzi a Monte Cavallo un movimento straordinario. Quasi tutti i Cardinali ed i Prelati che vi sono rinchiusi hanno fatto sortire gli effetti di loro particolare proprietà, mandandoli nelle case" dei loro amici più intimi. Il Papa scrive; si pongono in luoghi appartati e segreti le Carte già scritte in passato: molte anche se ne abbruciano; si accomodano i conti e tutto insomma annunzia che si dia l'ultima mano alle disposizioni già da lungo tempo immaginate ed incamminate per il momento finale... . Già contro le Guardie Civiche per quanto mi si annunzia da legge si è proceduto al primo Monitorio e non solo i Civici non si ammettono ai Sacramenti (scriveva infatti il 1 aprile l'Alberti al Testi che continuavano i reclami dei Civici per essere esclusi dai Sacramenti e non si sa precisamente come regolarsi, perchè i Curati hanno ordine preciso di non assolverli, quando non si dimettano e non diano segni di pentimento ) ma si nega anche la sepoltura nel Cimitero ai poveri infelici che muoiono. Io spero che giungano presto le risoluzioni di Sua Maestà e che a tutte queste scene si vada incontro vigorosamente con un colpo solo; poiché le cose sono giunte all'estremità e sarebbe difficile di poter più a lungo continuar tranquillamente in questo stato .
Che la situazione in Roma fosse veramente impossibile, appunto a causa della guerra che si facevano i Francesi ed il partito del Papa, è evidente, sopratutto se ci atteniamo a questa serie di lettere dell'Alberti al Testi del maggio 1809 dalle quali, pur essendovi della parzialità nei giudizi, risulta però chiaramente l'impossibilità di vivere in un simile stato, frenando a stento le azioni che da entrambe le parti si sarebbero volute compiere apertamente a danno dell'avversario, per liberarsene definì tivamente.
Due maggio 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 29) Gli Austriaci furono dal fuoco del cielo inceneriti, e costoro qui storditi in maniera che sono divenuti apoplettici. Vorrebbero pure sforzarsi a non prestar fede al Bollettino, ma sanno nel fondo della loro coscienza che non si è mai pubblicato uffizialmente una notizia che non sia in seguito conosciuta vera da tutto il Mondo. Io mi attendo da un momento all'altro di