Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <715>
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 715
veder qualche gran risultato anche in Italia e che la mia Famiglia, che è a Treviso, sorta dalle mani dei Tedeschi .
9 maggio 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 30) - Mi dice dunque - (una persona fidata) che l'improvvisa rottura della Guerra fatta dall'Austria si deve particolarmente ai maneggi del Nunzio Pontificio a Vienna, il quale in data dell0 gen­naio decorso scrisse d'esser riuscito coi suoi maneggi a far di 6 mesi almeno anticipare le ostilità. Aggiunge il Nunzio (per quanto accenna l'amico nostro) che aveasi a Vienna una piena confidenza che attesi gli affari di Spagna ove si erano trasportate le migliori truppe Imperiali non avesse l'Augusto nostro Sovrano assolutamente i mezzi di far argine alle forze austriache. Che il piano era appunto di fare come hanno fatto, un'irru­zione nella Baviera, e che il Pontefice aveva a dichiarar la guerra degli Austriaci guerra di religione, in uno dei tre casi già antecedentemente da me indicati, o di vittorie degli Austriaci in Italia, o di sbarco considerabile di truppe alleate e particolarmente Inglesi, o se da noi si fosse passato contro di lui all'estreme misure .
19 maggio 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 30) Da vari riscontri veniamo avvertiti che il Pontefice si trovi in uno stato di furore inesprimibile e che siasi determi­nato di sortire da Monte Cavallo per chiamare il popolo ad insorgere contro di noi, dichiarandoci eretici, scomunicati, e persecutori dei principi e della Religione. Se al Pontefice-fosse rimasto un po' di senno comune potressimo ridere di tali avvisi ed interamente disprezzarli, ma quando s'incomincia per dirci che ed ivenuto furioso conviene per forza che ce ne occupiamo e che si cerchi di porci in guardia .
22 maggio 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 28) ...insomma, comunque sia la cosa, il fatto è che mentre nei giorni scorsi eravamo minacciati di strage e di sangue, e correva una lista delle persone destinate al massacro, alle quali io avea l'onore d'esser posto in testa, oggi poi c'è una quiete profonda, e nessuno s'immagina nemmeno di parlare .
23 maggio 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 28) Pare che i Pontifici invece che fare attaccare tutti insieme temendo per la loro sicurezza, abbiano deciso di far attaccare individualmente quelli che essi riguardano come principali loro nemici. Sfortunatamente i fatti verificano il detto, poiché tre persone nostre vennero di notte assalite e tra gli altri' certo Signor Palumbo, benché fosse in carrozza ed avesse per conseguenza seco un corriere ed uno staffiere. Siamo tutti in pensiero, poiché è vero che da quindici mesi vivevamo tutti con delle riserve, ma non ci eravamo mai sognati d'aver motivi a dubbio quando eravamo nelle nostre carrozze. Io armerò la mia come un arsenale, e mi farò scortare da persone determinate e fide. A dir il vero né il signor Generale né io possiamo darci a credere che il Papa sia così sanguinario e feroce d'aver organizzate delle bande d'assassini per farci segretamente massacrare ; ma quando egli comincia a dire che il Generale Lemarrois è un'anima dannata, e vero allievo di Napoleone, che l'Alberti è un giacobinaccio furente e che ne ha già date delle prove a Costantino­poli; che il signor Piranesi fabbrica lui le novelle ed è l'uomo il più esecrabile, ecc., ecc., le di Ini parole si ripetono, un Cardinale, un Prelato od un Frate ne aggiunge qualche altra e le teste che sono già calde e montate da tanto lunghi e continuati maneggi, si credono spronate ed autorizzate a farci la festa .
30 maggio 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 29) Stanno a Monte Cavallo velenosi come le vipere, già spacciano delle sanguinose battaglie datesi al 17 e 18 colla perdita nostra; dicono che finché c'è fiato c'è speranza; si pentono anche per quanto mi si dice di non aver dato fuoco alla mina quindici giorni prima; e poi mi si riporta un beau mot di Mons. Tesoriere il quale si espresse: che quando mancherà al Pon­tefice qualunque altra risorsa gli rimane sempre quella di coalizzarsi con Napoleone .