Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <717>
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 717
dell'annessione, scrive infatti l'Alberti al Testi, il 6 giugno (A. S. M., Min. Esteri, e. 30):
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Il Signor Ministro Saliceti è in Albano qui da noi poco distante e porta le ultime
risoluzioni di Sua Maestà sul Governo Temporale Pontificio. Attende per recarsi a Roma che avanzino le truppe, che giunga il sig. Generale Miollis, il quale, in conse­guenza dei primi ordini di Sua Maestà l'Imperatore e Re sarà frattanto Governatore Generale di quei Stati. Questi Preti sono disperati e furenti e noi vegliamo perchè non tentino da far qualche pazzia negli estremi loro momenti, ciò che speriamo peraltro non accadrà .
Nessuna pazzia infatti turbava l'esecuzione degli ordini napoleo­nici ed il 9 giugno scendevano da Firenze su Roma Janet, uditore al Consiglio di Stato, Balbo, futuro segretario della Consulta e Miollis, inca­ricato da Napoleone di proclamare a suo nome l'annessione di Roma all'Impero: così le milizie di Murat restavano come ausiliarie, così Miollis metteva fine ad un Governo che tramontava, quello di Pio VII e ad uno che sorgeva, quello di Murat; così Roma veniva proclamata, il 10 giugno 1809, seconda città dell'Impero; la bandiera francese sventolava in luogo di quella pontificia sul Castel S. Angelo.
La città fin dal mattino era tutta in ansia, in movimento, seguiva il tramestio di tutti quei soldati francesi che andavano e venivano, conducendo cannoni, armi; nessuno si era creato né poteva crearsi illusioni, tutti sapevano ormai quel che sarebbe avvenuto e, quando il colpo decisivo fu dato, quando le salve dei cannoni fecero echeggiare, in ogni parte l'angosciosa novella, Pio VII colle lagrime agli occhi si fece alla finestra e colle braccia tese verso la sua Roma che gli si strap­pava, esclamò: Consummatum est! , indi con fermezza si volse alla tavola e firmò la protesta già preparata.
Fin dal 9 giugno l'Alberti comunica al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 30) il contenuto degli Imperiali decreti del 17 maggio 1809 per i quali
a gli Stati Romani sono uniti all' Impero Francese; Roma è dichiarata città Impe­riale e libera, il pubblico debito viene assicurato, mantenuti nei loro posti gli impie­gati attuali, assegnati al Papa due milioni di Franchi, ed il pieno uso dei suoi Palazzi, ricevuto a Roma sotto la speciale protezione di Sua Maestà, da cui a spese del suo tesoro si conserveranno e renderanno più ammirabili i preziosi monumenti dei quali è abbellita. Avrà Roma uno Statuto a parte, modificato alle sue particolari circostanze, intanto sarà amministrata da una Consulta presieduta dal signor Generale Miollis, e il regolare futuro permanente ordine di cose deve essere apparecchiato e posto in esecu­zione al 1 del venturo gennaio .
Roma e le provincie prendevano così il nome di dipartimenti del Tevere e del Trasimeno.
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