Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <718>
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Lina Maddi
Incominciarono, o meglio divennero maggiori, le insubordinazioni dei Pontifici i quali non volevano dipendere dal Governo francese; scrive a tale riguardo l'Alberti al Testi il 10 giugno (A. S. M., Min, Esteri, e. 30):
...Ier sera fino ad ora tardissima i principali impiegati dichiaravano che non avrebbero continuato negli impieghi loro, poiché vi si opponevano gli ordini assoluti del loro Sovrano; ma forse oggi o domani cangieranno di linguaggio, poiché il loro Sovrano è Napoleone il Grande, e poi sono state rigorosissime le dichiarazioni del Signor Ministro Saliceti contro quelli che osassero recalcitrare alle prese disposizioni .
Frattanto il Papa dopo un'esitazione che ancora la sua bontà gli suggeriva, vinto dal suo ministro cardinal Pacca, rispondeva al decreto Imperiale, emanato dal Castello di Schonbrunn, che proclamava din­nanzi a tutta l'Europa l'annessione di Roma all'Impero e la fine del Governo temporale dei Papi, con la bolla di scomunica, già da tempo preparata dal cardinal Di Pietro; lo stesso giorno del 10 giugno, dopo che la bandiera francese era stata issata sul Castel S. Angelo la bolla di scomunica veniva affìssa nelle Chiese Principali, con grande stupore dei Francesi misto ad ira e ad un certo senso di inconfessato timore, per il discredito in cui cadevano. L'Alberti ne dà relazione al Testi 1' 11 giugno (A. S. M., Min. Esteri, e. 30) in questa forma :
Il Papa ha fatta la pazzia e ci ha tutti scomunicati. Neppure io ho potuto leg­gere la bolla, poiché non se n'ebbe ancora veruna d'intera e nello staccarlasi o dai par­tigiani nostri o dai soldati venne giù a brani, perchè era stata con molta cura collata nelT interno di cinque o sei Chiese. È d'una lunghezza non credibile ed una celere mano deve impiegare due giorni almeno a copiarla. Si vede che era da molto tempo apparec­chiata e vi si rimarca la differenza fra l'inchiostro dello scritto e quello della sottoscri­zione e della data ch'è di ieri. Speriamo che non sia per nascere alcun tumulto, perchè la vigilanza nostra è somma, ed il popolo abbastanza tranquillo, quando però il Papa non faccia un'altra bestialità ancora maggiore, come sarebbe quella di sortire pontifical­mente da Monte Cavallo. Questa notte ci giunge da Napoli rinforzo di truppe e domani avremo anche a questa parte Sua Maestà il Re Gioacchino di Napoli, che prevenne ieri con un Corriere straordinario il Signor Ministro Saliceti. Il di lui arrivo è op por tuttis­simo, perchè con la sua presenza ed autorità faciliterà i mezzi della organizzazione del nuovo Governo provvisorio, giacché infatti per la disposizione della maggiorità degli animi di costoro, ed in parte per effetto della Bolla sortita vi saranno degli ostacoli per farsi servire ed obbedirò. Ho veduto momenti fa il Signor Generale Miollis, Saliceti, Janet, e Balbo, che sono i soli membri della Consulta giunti finora, e non aveano per anco deliberato sulla condotta a tenersi per il nuovo incidente. In generale ed essi e noialtri tutti ce ne ridiamo, ma peraltro attesa la posizione in cui ci troviamo, si può ridere sino ad un certo punto; poiché le teste calde del basso popolo opinano che uno scomunicato sia una. cosa peggiore d'un cane e che si acquisti merito presso Dio nel lapidarlo o scannarlo ,