Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <722>
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Lina Maddi
divenuta favorevole a quel Governo; moriva colpita da apoplessia la Principessa Borghese; ai suoi funerali eseguiti con tutta la più solenne pompa militare scrive l'Alberti al Testi il 4 luglio (A. S. M., Min. Esteri, e. 30) intervennero anche tutti i funzionari del Governo napoleonico e
fece un Buon effetto nel pubblico continua l'Alberti il veder noi scomunicati intervenir in forma alla Messa in una delle più celebri Basiliche Papali, qual' è quella di S. Maria Maggiore, ove esiste la Cappella gentilizia della Famiglia Borghese. Questi bigotti sono rimasti un po' storditi, poiché credevano prima che avessimo tutti a morire e grazie al cielo siamo tutti sani e poi ci veggono intervenire alle Ecclesiasti­che funzioni, senza che si abbia osato di far nemmeno dei riflessi quantunque fossero cognite preventivamente le nostre intenzioni. Abbiamo però rimarcato che i Preti non ci hanno salutato e che non vennero con noi usate le solite cerimonie dell'acqua benedetta e del profumo d" incenso, ma abbiamo fatto mostra di non accorgercene ed abbiamo riso fra noi della loro balordaggine .
La situazione in Roma diveniva ogni momento più tesa e ciascuno, naturalmente secondo i propri intendimenti, desiderava una soluzione. Il Governo francese vedeva che di sommo ostacolo all'esecuzione dei suoi piani era soltanto il Papa e la sua Corte, che pur sempre il popolo rispettava e temeva, non rimaneva quindi che espugnare il Quirinale, quel centro di resistenza passiva e strappare dal trono col Papa quell'in­vincibile opposizione.
Pertanto spinto dall'insistenza del generale Radet e di Murat, volendo il primo, un duro ed impetuoso gendarme, che comandava la gendarmeria imperiale e che l'Alberti afferma (lettera 29 giugno al Testi, A. S. M., Min. Esteri, e. 32) prestarsi a tutti gli oggetti del sovrano servigio con una abilità e con una attività singolare , distin­guersi in quei giorni e sperando ancora il secondo di poter fare il suo colpo, per il quale manovrava sempre segretamente, Miollis si decise e firmò l'ordine dell'arresto propriamente del cardinale Pacca ed anche del Papa in caso di resistenza.
Era il 5 luglio 1809; tutto fu pronto per quella notte; non sembrando sufficienti le milizie che erano in Roma, furono fatte venire da Napoli 800 soldati di Murat, a questi furono aggiunti anche un corpo di militi civici sicuri e 71 Romani contrari al Governo pontificio e presi per guida nelT interno del palazzo un facchino ed un altro dipendente del Papa, da poco licenziati.
Fatto quindi circondare il Quirinale e posti dei picchetti nelle vie adiacenti, il Mollis si ritirò nel giardino di Casa Colonna, di fronte al Quirinale per assistere di là all'azione, affidando al Radet la direzione e l'esecuzione del piano. Quella notte però la sentinella sulla torre