Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <725>
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc, 725
diceva che veniva scortato un Cardinale che dovea esser molto a cuore del Governo, poiché era numeroso il corpo dei Gendarmi che lo accompagnava. Ieri le ho indicato il proscritto che la Santità Sua era condotta a Stopinigi, ma oggi ho compreso che forse una tale disposizione potrà esser effettuata a Firenze, poiché quella Principessa che dì tutto fu prevenuta, può volere lo si faccia ivi riposare per attendere gli ordini precisi di Sua Maestà. Mons. Doria, Maestro di Camera, è partito ieri per raggiungere il Pon­tefice. E questi un Prelato il più ridicolo che immaginar si possa. È della statura d'un nano, senza barba, ha la voce di musico, ma fanatico all'eccesso ieri strillava in falsetto che voleva accompagnare il suo Sovrano il Suo Sommo Pontefice. Il Signor Colonnello Siry, il quale sotto la direzione del Sig. Generale Radet fu uno dei principali attori del colpo felicissimamente riuscito, fu forzato a dirgli che si tacesse, poiché era a sapersi prima se si voleva ch'egli partisse; e poi considerandosi alla sua nullità, credette il Sig. Governatore Generale di poterlo far partire senza inconveniente .
...<c Si comincia già a provare gli effetti della presa misura; poiché è sommo il concorso e di quelli che contribuiscono e di quelli che si ascrivono alla Guardia Civica, ed i Giudici del Campidoglio, che aveano sospese le loro sessioni, oggi si sono presen­tati per dichiararsi pronti a servire ed hanno fatto dare il solito segnale dell'apertura dei Tribunali. Un tale cangiamento mi cagiona un sensibilissimo piacere, poiché era veramente afflitto nel vedere ineseguiti i sovrani voleri. La grande nobiltà si conserva però tuttora renitente. C è soltanto la differenza che in questo momento soffoca la propria bile, e parla o a mezza voce o in segreto.
La città è tranquilla ed io contento di poterle fare una significazione... .
* La Consulta ormai libera delle sue azioni, non essendovi più l'in­fluenza immediata del Papa sui Romani, preso possesso di tutto il Governo, iniziava la sua vera opera di demolizione e rifacimento, emanando proclami e decreti.
Del procedere dei lavori della Consulta scrive l'Alberti al Testi il 14 luglio 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 30):
f< Le cose a questa parte procedono ora sempre nella stessa tranquillità e sotto la direzione del Sig. Gen. Del Pozzo, si studia il sistema del ramo giudiciario, essendosi intanto provveduto al provvisorio andamento delle Finanze, ma trova le cose imbro­gliate molto e poi egli stesso confermommi quello che le avea già indicato e cioè che non si va di buona voglia a somministrargli i lumi occorrenti.
Questa Legione Romana ha cominciato a mostrarsi in pubblico (continua l'Alberti scrivendo al Testi il 18 luglio, A. S. M., Min. Esteri, e. 30). L'officialità è scelta fra la gioventù più bella ed animosa: ha già vestito la stretta uniforme ch'è vistosissima, e fece le Visite d'onore al Governatore Generale, alla Consulta, e agli Officiali Generali, presieduta dal Sig. Gen. Radet, che n'è l'anima e il Capo. Nel passaggio dall'uno all'altro luogo ebbe occasione di percorrere le strade municipali di questa Capitale e ne restarono contentissimi i nostri e scornati e confusi gl'inimici .
Ai sentimenti che si agitavano allora, alle speranze dei pontifici di veder cadere Napoleone ed il suo Governo, accenna ancora l'Alberti nella lettera del 24 luglio al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 29), aggiun­gendo poi il 29 luglio (A. S. M., Min. Esteri, e. 29) che i lavori della
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