Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <726>
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Lina Maddi
Consulta procedevano senza ostacoli e con tranquillità e c'è soltanto nella organizzazione quella lentezza eh' è inevitabile per esser due soli i membri della Consulta che possano esclusivamente occuparvisi poiché il Sig. Generale è da tanti oggetti distratto .
Il 15 agosto però, già installati tribunali e corti, si fecero grandi pubblici festeggiamenti, e, mentre le sale di Miollis erano piene di gente, il popolo guardava con la sua abituale indifferenza tutto quello sfol­gorio che gli allietava lo sguardo. Volendosi però dalla Consulta inviare in quella circostanza una deputazione a Napoleone, per esprimere i voti della popolazione, fu ben difficile trovare i membri della Nobiltà necessari, poiché anche se questa classe partecipava in parte a feste e banchetti offerti dal Miollis, nell'animo nutriva pur sempre una certa ostilità per i Francesi. Ne scrive l'Alberti al Testi fin dal 5 agosto (A. S.M., Min. Esteri, e. 29):
<t La scelta dei Giudici Civili e Criminali, dei Vice Prefetti e degli altri Impiegati Ha ottenuta la pubblica approvazione; ma non so se potrassi dire la medesima cosa riguardo agli Individui che si accennano destinati a complimentare e ad offrire i loro omaggi di obbedienza, e fede a S. M. 1* Imperatore e Re. Il Sig. Governatore Generale Miollis si trova per tal conto in un vero imbarazzo, poiché questa grande nobiltà si contiene al suo solito modo. Orgogliosa, caparbia, ritrosa, e meschina, rifiuta, trova pretesti e fa torto a se stessa e a tutti gli Stati romani. Non s'è ancora dopo molti sforzi raccapezzato un numero sufficiente per presentarsi nel modo dovuto al maggior dei Sovrani ed alcuni che alfine si sono indotti a dir che vi andranno ricusano di partire se loro non sieno somministrati dei fondi .
E continua il 7 l'Alberti al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 29):
e ora dunque le rassegnerò d'aver saputo in una maniera segretissima, che nell'uffizio non si tratterà di ringraziare ma si cercherà di passarlasi in sole parole di complimento; che si parlerà poi vibratissimo per ottenere alla città di Roma un Governatore che sparga, profonda e Tassista onde risorgere dalle sue rovine, che Foffizio già esteso fa mandato con lettera del Principe Spada al VicePapa Sig. Card. Di Pietro per averne il suo consiglio, e la sua approvazione; e che si disegna di lasciar a questa parte prima della partenza Foffizio stesso, la lettera di proposta e la risposta del Cardinale (se sarà cosi sciocco, a darla in iscritto) affinchè tutte esse carte vengano destramente circolate, e si conosca con tal mezzo lo spirito della Nobiltà Romana .
Tornando su questo argomento ancora, il 25 agosto, l'Alberti scrive al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 31):
Il Principe Spada che era a capo della deputazione a Napoleone, ed aveva stabi­lito di partire e preparato ciò che doveva dire si rifiuta, e lo spingono con minaccio; si dice che non voglia più perchè sa che non si dirà a Napoleone quello che si vuole, ma solo quello che sarà stato prima letto ed approvato dal Ministero, e poi perchè si è sparsa la voce del ritorno del Papa, cui tutti prestano fanaticamente fede .... A