Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <728>
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Lina Maddi
vi ha nelle Sale d'Udienza chi si fa vedere con penna e foglio per marcare i Giurati; si festeggiano quelli che ricusano di obbedire alla legge; si coprono d'obbrobrio e di scherno quelli che vi si sono sottomessi, e se qualcuno di questi ultimi comparisce ai ridotti e nei luoghi ove solea prima capitare, tutti si alzano e lo lasciano quasi solo, quasi portasse seco il contagio .. . le basti sapere che non c'è qui alcuno che eserciti Volta Polizia. Incominciamo dal dire che non c'è un Segretario Generale, non Ministri Inquirenti, non persone addette al Bureau, non esploratori, non una somma qualunque destinata all'oggetto. Come dunque si può saper quel che accade, come inquirire, seguir le fila, riconoscere, dar conto con fondamento, prevenire e dirigere le operazioni della forza? . Pareva che il Sig. Ministro Saliceti fosse quello tra i membri della Consulta a cui fosse appoggiato questo importantissimo articolo, ed egli aveva incominciato ad occuparvisi con la solita sua energia; ma in seguito dovette partire; le di lui dispo­sizioni furono alterate; disse e dice di venire, ma né si vide né si vede, e qui è comune l'opinione che non verrà più. per esser discorde nel modo di pensare dai suoi Colleglli, (t Nel riportare i fatti suespressi io dichiaro di non intender di fare l'accusa ad alcuno. Convengo anzi io il primo che tutti questi Signori della Consulta sono soggetti integri, zelanti, e pieni di buone intenzioni. E per questo sono anzi più addolorato nel veder che non corrispondono gli effetti dei loro travagli .
Sembrando quindi a Napoleone troppo malfermo il suo Governo in Roma ed attribuendo una certa incapacità ai suoi ministri, deliberò che, nelT impossibilità di andare egli stesso a Roma, lo sostituisse colà il cognato Gioacchino. Diffusasi la notizia, ancor dubbia, in Roma fu accolta con una certa diffidenza e non molto piacere, al dire dell'Alberti che ne scrive al Testi il 31 ottobre 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 31), aggiungendo: Mi par, se non m'inganno, di travedere che pur i Mem­bri della Consulta non sieno per intero soddisfatti dal di lui arrivo. Nonostante Murat avesse desiderato di andare a Roma da padrone assoluto, cominciò coll'adattarsi a recarvisi come sostituto di Napo­leone, e fece il suo ingresso con grande pompa il 10 novembre 1809. Di lui e del suo comportamento dà qualche notizia l'Alberti nella sua lettera al Testi del 15 novembre (A. S. M., Min. Esteri, e. 30), in cui dice:
Ho avuto l'onore di essere presentato a S. Maestà il Re di Napoli, il quale mi accolse con la bontà che gli è naturale, mi fece delle grandiose espressioni, e mi chiese premurosamente notizie della salute di S. A. I. il Principe Vice Re e della Principessa Vice Regina la che risposi nel modo conveniente al perfetto stato di sa­lute con nostro conforto goduto dalle AA. IX. La Maestà Sua ispirava il buon umore nel volto, nelle maniere e negli atti, e a dire il vero ha motivo d'essere soddisfatto delle dimostrazioni che gli vengono date dai Romani . ...fu numerosissimo il con­corso degli spettatori alla parata tenuta nella Piazza di S. Pietro; quel vasto recinto echeggiò spesso degli evviva fatti al di lui nome; il luogo stesso fu del pari frequentato la sera all'illuminazione di quella Cupola, e del Colonnato; lo spettacolo datosi nel Teatro Valle riuscì pur esso brillante; e nelle due sere successive al concerto del Sig, Governatore Generale ed al ballo offertosi dalla Nobiltà nel teatro Aliberti tutto spirò magnificenza, splendore, e allegria... . Pare che il suo viaggio abbia avuto