Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <731>
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 731
Il 17 febbraio 1810 infine il Senato proclama la definitiva riunione di Roma alla Francia: Napoleone proroga i poteri della Consulta, raccomandando però una maggior energia su quella massa passiva, che pareva si lasciasse sottomettere senza entusiasmo, ma senza una vera resistenza. Se però fino ad allora il popolo non aveva sollevato alte proteste, ciò derivava dall'aver quel Governo agito in modo non molto violento e dannoso per i singoli interessi; ma ora, che per affer­mar ancor più la propria dominazione e vincere la crescente riluttanza del popolo, profondamente danneggiato dalle radicali trasformazioni che bruscamente e tempestivamente sconvolgeranno e distruggeranno i resti del precedente governo e le tradizioni esistenti, il Governo fran­cese arriverà ai più riprovevoli provvedimenti (dei quali il più grave il decreto del 17 aprile 1810 riguardante l'immediata chiusura ed abo­lizione di tutti i conventi), mentre stenti e miseria aumenteranno rapi­damente, ora, la sorda ostilità covata in silenzio nell'animo di ogni romano, quell'apatica indifferenza si tramuterà in vero odio, il mor­morio di scontento sarà un brontolio sempre crescente che si risolverà in un urlo generale di disapprovazione, in una ferma volontà di scuo­tere l'insopportabile dominazione.
Napoleone intanto, all'apogeo della sua gloria, abbattuta anche la quinta coalizione, aveva segnato a Schonbrunn fin dal 14 ottobre 1809 una pace avvilente per l'Austria e che deludeva le speranze dei pon­tifici di un eventuale insuccesso napoleonico per poter ristabilire il loro governo, còme scrive l'Alberti al Testi il 17 ottobre ed il 4 novem­bre (A. S. M., Min. Esteri, e. 30), pur cadendo certamente in qualche parzialità di giudizio:
17 ottobre 1809 ... Qui le cose vanno sul solito piede, e dai bene intenzio­nati si attende la conclusione e la pubblicazione della pace, per veder data mano effi­cacemente a questa sistemazione che si è cominciata e che finora con lentezza pro­cede. Dopo le prime voci giunte che il Trattato era già concluso, da noi se ne sperò sempre con avidità da un giorno all'altro la conferma. I nostri nemici impallidirono allora, poiché conoscono eglino pure, che con esso verranno troncate l'ali alle folli loro lusinghe: ma nel vedere in appresso ritardate le nuove officiali che avrebbero dovuto susscguitare, si permisero persino di deriderci, e sono senza numero le cose che dissero e le invenzioni che spacciarono per far supporre insuperabili gli ostacoli che si attraversano all'adempimento dei nostri voti .
4 novembre 1809 Ci sono pervenute le condizioni della pace, le quali hanno colmato di consolazione tutti i buoni servitori di Sua Maestà, e tutti gli amici della tranquillità del Continente, spargendo all'incontro la confusione e l'avvilimento tra coloro che speravano pure che le differenze non potessero cosi presto comporsi. Veg­gono negli articoli della pace tanto vantaggiosi e onorevoli tronco per sempre il filo alle folli loro lusinghe ed assicurato il sistema nostro, e malgrado loro sono pur