Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
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1935
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Lina Maddi
Sovrano . ... Cagione di questi sfrenati desideri è anco Tesser questi abitanti poco contenti dei soggetti che sono incaricati dell'amministrazione e il vedere che tutti i migliori posti sono occupati da forestieri. Si dice del Prefetto che ha molta durezza nel carattere, e talvolta del dispotismo. Il Commissario Delamalle si taccia di minuzioso e sofistico e quanto agli altri senza entrar in dettagli vengono riguardati in genere come persone nate dal nulla, ed avide di fare con rapidità una fortuna .
Su alcuni provvedimenti interni poi l'Alberti scriveva al Testi il 25 ottobre 1811 (A. S. M., Min. Esteri, e. 99):
...continuano con severità le perquisizioni doganali anche nell'interno del Grande Ducato, ed a Pisa particolarmente furono sequestrati diversi generi ma sopratutto delle tele. Avemmo qui per tre giorni due battaglioni francesi provenienti dalla Corsica, i quali si diressero ieri alla volta del Regno di Napoli .
Frattanto sempre gli Inglesi si aggiravano nei dintorni minacciosi intimorendo i francesi ed impedendo il più delle volte con la loro presenza che potessero uscire dal porto le navi francesi, come scrive l'Alberti al Testi il 15 giugno 1812 (A. S. M., Min. Esteri, e. 100), aggiungendo
che il Re di Sardegna disgustato delle cure del Trono, siasi dimesso dalla sovranità ed abbia consegnato quell'isola alle forze del nemico ; e che la Porta e la Russia, deposte le armi, siensi amichevolmente combinate.
Il 10 luglio l'Alberti aggiunge ancora:
...intanto però dal corso dei Legni ostili in faccia a queste spiaggie ne derivano due inconvenienti non lievi, quello cioè di tener più che mai vincolata la navigazione di questo porto e l'altro di facilitar l'evasione ai giovani coscritti.
Inoltrandosi poi la brutta stagione si verificano gravi alluvioni che non risparmiano Lucca e Pisa, arrecando gravi danni sopratutto a quest'ultima città, dove però la Granduchessa si adopera a soccorrere quei disgraziati abitanti. Inoltre tengono in continua apprensione i frequenti spostamenti e passaggi di truppe, di navi nazionali e nemiche, le modificazioni dei Governi, e le agitazioni degli altri Stati anche esteri, le operazioni di Bonaparte, il cui esito dava luogo a timori ed incertezze.
Era quella l'epoca in cui Napoleone ed il Papa esiliato continuavano le loro infruttuose trattative: Pio VII infatti, compiuto il suo doloroso viaggio verso l'esilio, durante il quale altro conforto non ebbe che di trovarsi circondato da affettuosa devozione dovunque fosse riconosciuto, rimandato da una città all'altra, superata la reclusione di 3 anni a Savona, dove furono invano riprese le trattative con Napoleone e donde partiva il 10 giugno 1812, avendo l'Imperatore sospettata una fuga per mezzo degli Inglesi, giungeva in fin di vita a Fontaine-bleau, ultimo teatro della sua accanita lotta con Napoleone, della sua