Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
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1935
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pagina
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737
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 737
momentanea capitolazione di fronte alla prepotente insistenza napoleonica, della sua immediata ritrattazione, dopo il profondo sconforto in cui la firma strappatagli l'aveva lasciato, teatro infine della sua vittoria su Napoleone, il quale piegava ormai il capo glorioso di fronte a quell'umile Monaco. Rientrerà infatti in Roma Pio VII dopo un viaggio trionfale attraverso le diverse città francesi ed italiane, il 24 maggio 1814 coi card. Pacca e Mattei, ristabilito finalmente nella sua autorità e nei suoi domini e sarà portato a braccia fino a S. Pietro, fra l'esultanza e la commozione generale.
Si trova qnindi a Livorno l'Alberti quando apprende la notizia del concordato fatto col Papa e ne comunica la sua soddisfazione al Marescalchi nella sua lettera del 13 febbraio 1813 (A. S. M., Arch. Marescalchi, e. 118, fase. 11):
...sono contentissimo dell'accomodamento col Papa, e che quel buon vecchio si sia alfine accorto ch'era inutile di cozzare col muro. Se fosse stato più pieghevole prima, io sarei ancora sui sette Golii e farei la mia corte alle belle Dame di Roma. Procuro però di aiutarmi col coltivare queste Signore Livornesi.
Scrive l'Alberti al Testi da Livorno il 17 novembre 1813 (A. S. M., Min. Esteri, e. 101):
ora grazie al cielo si può alfine respirare: anco i nostri nemici convengono che gli Austriaci non siano entrati nella Capitale del Regno il 9 alla sera e che non eia stata impedita la ritirata a Sua Maestà sulla Frontiera del Regno. Si sa che Sua Maestà è giunta a Parigi che il Principe Viceré difende la dritta e la sinistra dell'Adige, che marciano delle truppe a rinforzarle e che si avvicina l'armata di Nàpoli forte di 24 mila fanti e di 6 mila cavalli. La città è istupidita, regna in pubblico un perfetto silenzio e solo si sussurra all'orecchio qualche maledizione contro la tardanza Tedesca poiché si sa che è intimata la proscrizione dell'anno 1815.
Sulle condizioni interne continua l'Alberti il 20 settembre 1813 (A. S. M., Min. Esteri, e. 101) nella sua relazione al Testi: ...in generale qui si spinge un po' troppo all'eccesso lo spirito di partito, vi si frammischiano le animosità personali e vi sono non pochi che non serbano misura, quando suppongono che gli affari non procedano per noi prosperamente. La polizia non si tiene inattiva, ha fatto eseguire vari arresti ed ha spediti otto individui dei più pertinaci a Firenze, per dipendere dagli ordini di quel direttore Generale .
Anche il comune di Livorno voleva mandare una deputazione all'Imperatore ma anche quelli che .erano stati scelti, si rifiutarono adducendo varie ragioni:
e i tre deputati eletti da questo Consiglio Comunale per recarsi a Parigiscrive l'Alberti al Testi il 29 ottobre 1813, (A. S. M., Min. Esteri, e. 101) furono i signori Generali