Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
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1935
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740
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Lina Maddi
Re delle due Sicilie e della città e porto Livorno comunica l'Alberti al Testi il 4 marzo (A. S. M., Min. Esteri, e. 102) scrive al Signor Console Italico :
ce esigono le attuali circostanze, che lei abbia la compiacenza di abbassare le armi del Suo Sovrano, questa misura è prudenziale e son persuaso che riconoscerà la giustizia e conseguentemente si uniformerà a questo mio invito ...
Al che l'Alberti risponde:
a Signor Maresciallo, sono stato sommamente sensibile alla significazione da lei fattami col suo foglio in data di ieri pervenutomi soltanto in questa mattina, poiché dal tenore dello stesso sempre più rimarco che purtroppo più non sussiste tra Sua Maestà l'Imperatore e Re mio Sovrano e Sua Maestà il Re di Napoli, quella buona armonia che era oggetto degli ardenti miei voti. Mi rassegnerò alle circostanze e l'armi del Regno saranno in questa notte abbassate.
Napoleone infatti, dopo lo spaventoso disastro di Russia, aveva visto levarsi compatte contro di sé: Russia, Austria, Inghilterra e Svezia e, pur riuscendo ancora vittorioso a Lutzen, Bautsen, Wurt-schen e Dresda (27 agosto 1813), vide spegnersi la sua stella sui campi di Lipsia (16-19 ottobre), dove, avviluppato da tre eserciti, dopo aver resistito leoninamente per tre giorni contro le soverchianti forze nemiche, dovette finalmente piegare e riconoscersi vinto : la Francia veniva simultaneamente invasa da cinque eserciti. Napoleone lottò disperatamente; passando con celerità fulminea da un esercito all'altro: egli seppe ancora vincere 16 battaglie nel giro di 60 giorni ! Ma nessuna di queste ebbe una decisiva importanza. La Francia d'altronde, spossata, si rifiutava di sacrificarsi più oltre, il Senato, fatto vile dall'imminenza del pericolo, defezionava dal Sovrano e ne proclamava la decadenza, Parigi lo tradiva, aprendo la porta agli alleati; i Generali stessi lo abbandovano, giudicando la sua causa ormai disperata. Che cosa più gli restava da fare ? Il 6 aprile 1814 in Fontainebleau firma un atto di abdicazione e pochi giorni dopo, dato un commovente addio alla sua vecchia Guardia, partiva alla volta dell'isola d'Elba, della quale gli alleati avevano riconosciuto a lui la sovranità; a lui che aveva avuto in pugno tutta l'Europa ! . In Francia quindi, ridotta press'a poco ai confini che avea prima della rivoluzione, veniva restaurata la Monarchia Borbonica col conte di Provenza fratello del ghigliottinato Luigi XVI, che prendeva il nome di Luigi XVIII.
Tali notizie correvano il mondo, destando vivo rammarico e dolore nei fedeli a Napoleone ed esultanza nei nemici che lo vedevano abbattuto, come l'avevano voluto. A tale riguardo l'Alberti scrive al Testi