Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno
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1935
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pagina
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743
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I rapporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 743
dal giorno in cui sbarcò a Portoferrajo, Napoleone sperò una resurrezione e meditò una rivincita. Mentre i Sovrani alleati, ormai soddisfatti daver prostrato il gigante, si adunavano a Vienna in un Congresso nel quale si adoperavano a riordinare la sconvolta Europa, Napoleone fuggiva dal suo esilio. Aveva incominciati i preparativi il 16 febbraio 1815, allestendo il suo brick con scialuppe e provvigioni per tre mesi. Tutti restano attoniti alla strepitosa nuova, gli abitanti dell'isola vedono partire il loro Sovrano con dolore. Il cancelliere criminale Nisi scrive il 3 marzo da Livorno:
e Fin qui tutto è tranquillo; se si prescinda dal generale sbigottimento del popolo sull'incertezza delle mire di Buonaparte e vieppiù rincara l'indisposizione contro gli Inglesi, che vengono riguardati come fautori della fuga .
Nessuna notizia forse ebbe mai tanto potere di commuovere il mondo, come quella della miracolosa fuga di Napoleone. In Italia pure la notizia fu accolta con entusiasmo da quei patrioti, certo che Napoleone, giusto l'impegno preso ed al quale non aveva mai rinunziato, si fosse mosso non per altro che per l'impresa d'Italia. Approdato a Cannes il 29 febbraio 1815, fu accolto da un'esplosione di entusiasmo. I soldati stessi, che il Governo aveva mandato incontro a lui per arrestarlo, acclamarono il loro glorioso Imperatore e lo seguirono con rinnovata devozione. Attraversata la Francia, passando da un trionfo all'altro, col fascino della sola presenza, riconquistò interamente il suo popolo ed il 20 marzo 1815 entrava a Parigi, acclamato da chi lo aveva bestemmiato la vigilia: lo vediamo al Campo di Maggio a dichiarare con la sua fiera certezza, come una volta, quasi non temesse contraddizioni: Dans la prosperité, sur le champ de bataille, au Conseil, sur le Tróne, dans l'exil, la France a été Poh jet unique et Constant de mes pensées et de mes actions . Chi mai avrebbe detto a Napoleone in mezzo a quelle frenetiche acclamazioni di soldati e popolo, in quella solenne cerimonia, che pochi mesi dopo avrebbe rimpianto in un più terribile esilio il suo ritiro dell' Elba, chiamandolo luogo di delizie ? Dopo una breve, ma titanica lotta contro gli alleati prontamente riunitisi contro di lui, Napoleone soggiaceva definitivamente alle armi nemiche, dopo strenua ed eroica, ma vana difesa della sua vecchia Guardia, vinto ed abbattuto per sempre il 18 giugno 1815 sui campi di Waterloo; ed il 21 febbraio 1816, nel suo triste esilio, sperduto' nell'immensità dell'Oceano e del suo dolore, esclamava: Tout est gradation dans le monde... l'ile d'Elbe, trouvée si mauvaise il y a un an, est un lieu de délices comparée à Sainte Hélène. Quant à St. Hélène ah! elle peut défier tous les regretB à venir!