Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; NAPOLEONE I ; CISPADANA (CONFEDERAZIONE) ; CONGRESSI
anno <1935>   pagina <745>
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* TaPporti fra Napoleone e Pio VII nel carteggio, ecc. 745
diverse lettere la loro ammirazione e gli affidano cariche importanti e delicate. Una lettera in cui troviamo appunto conferma di ciò è quella che l'Alberti indirizza al Testi il 16 luglio 1808 (A. S. M., Min. Esteri, e. 21) scusandosi di non aver potuto mandare subito la nota dei passaporti rilasciati, perchè, com'egli dice
dacché ha qui cessato l'Ambasciata Francese, ho dovuto assumere anche quel registro; l'unione delle Marche al Regno Italico, i successivi decreti di richiamo alla Patria dei sudditi Italiani, sono tutte circostanze che hanno recato un travaglio infinito .
e continua in un'altra lettera allo stesso consigliere di Stato dell' 1 set­tembre 1808 (A. S. M., Min. Esteri, e. 24):
Io travaglio, invigilo e faccio tutto quello che posso e che da me può dipen­dere, e sarò contento delle mie fatiche quando siano incontrate le viste di Sua Maestà e che i miei Superiori continuino a compatirmi .
Ancora nuove prove di premuroso interessamento dà il 14 giugno nello scrivere al Testi (A. S. M., Min. Esteri, e. 29):
Io non manco e non mancherò mai sicuramente di cooperare con tutto lo zelo al miglior servigio di Sua Maestà, particolarmente in questo difficile momento di cambiamento di cose. La straordinaria Consulta ch'è già posta in attività e ch'è com­posta delle più scelte persone, mi lascia tranquillo sul buon esito di tutto ed io mi presto ad assisterla in tutto quello che mi ricerca e coll'opera e col consiglio come ho già avuto l'onore di rassegnarle in altri miei precedenti dispacci .
Anche il Marescalchi esprimeva la sua soddisfazione a quell' Inca­ricato d'affari, indirizzandogli queste espressioni di lode il 15 giugno 1809 (A. S. M., Min. Esteri, e. 32): J'ai re cu Monsieur, la suite de vos dépéches jusqu'au n. 303 et je ne puis qu'ètre satisfait des preuves multiples de zèle e de talent qu'elle contiennent e il 28 luglio 1812 (Arch. Marescalchi, e. 117, fase. 19) quel ministro delle relazioni estere a Parigi, essendosi l'Alberti giustificato con una sua lettera del 17 luglio da Livorno di non poter scrivere molto spesso, come desidere­rebbe, poiché non ha sufficienti notizie e fatti importanti da comuni­cargli e pregandolo quindi di non attribuire questo fatto a sua incuria, gli risponde lusinghevolmente:
Non tema ch'io sia per attribuirle a mancanza di zelo il silenzio a cui possono costringerlo le circostanze, l'inattività degli affari e la scarsità della materia che meritino d'esser comunicate. Il di lei zelo, la di lei attività mi sono troppo note, per non mai farle carico dell'impossibilità. *
LINA MADDI