Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ; GIORNALISMO
anno <1935>   pagina <750>
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Giuseppe Tramar olio
pubblicati in mezzo foglio, perchè il personale di tipografia era richia­mato dalla mobilitazione generale.
Apparvero inoltre 3 supplementi: al n. 21 (9 giugno) con la legge elettorale lombarda, al n. 66 (26 luglio) col discorso di Mazzini Alla memoria dei Martiri di Cosenza e un foglietto volante (al n. 72, 1 agosto) col proclama per la leva in massa del Comitato di Difesa. In­fine il n. 67 (27 luglio) ebbe un mezzo foglio straordinario di continuazione con l'appello alle armi alla gioventù lombarda di Garibaldi e Mazzini. Col n. 33 (23 giugno) U Italia del Popolo assorbì poi il bisettimanale L'Emancipazione, organo della Società Repubblicana.
Editrice del giornale era una Società per azioni: l'amministratore era Federigo Montignani, ch'era anche l'alfiere dell'Associazione Na­zionale, il cui Statuto (Sezione lombarda) si può leggere insieme col programma de L'Italia del Popolo in un opuscolo (15 X 22 di pp. 20) stampato colla data del 20 giugno dalla citata Tipografia Arzione.
L'Italia del Popolo fu uno dei giornali italiani di maggior formato e dei meglio composti: rarissimi gli errori e i refusi, sebbene la composi­zione fosse naturalmente tutta a mano. L'impaginazione è assai mono­tona, poiché secondo l'uso del tempo non si impiegano i titoli su più colonne: viene così ad assumere un aspetto molto dissimile dai giornali italiani odierni, ma che ricorda l'attuale Journal des Débats parigino.
Il notiziario italiano è dato generalmente in seconda pagina, ivi compresi i bollettini della guerra, suddiviso secondo gli Stati di prove­nienza (Piemonte, Stato della Chiesa, ecc.). Larghissimo spazio è dedi­cato al notiziario estero (generalmente la 3a e 4a pagina) costituito in massima parte secondo l'uso giornalistico del tempo da estratti dei principali giornali esteri. L'ultima colonna della 4a pagina contiene infine le Ultime notizie di cronaca interna.
Gli articoli redazionali sono sempre anonimi, compresi gli edito­riali composti quasi quotidianamente da Mazzini, e pochissime le firme di collaboratori: prescindendo dai nomi di Enrico Cernuschi, che pub­blicò le sue sarcastiche proteste contro l'arresto inflittogli dal Governo Provvisorio per presunta partecipazione al colpo di mano del 29 mag­gio, e di Carlo Cattaneo, che pubblicò anonimo l'importante Registro mortuario delle Cinque Giornate, i collaboratori si riducono al dottor Pietro Ripari con articoli di natura finanziaria e militare, a Piero Cironi (identificabile sotto la sigla C) con studi sulla situazione toscana e al prof. Francesco Arrigo ni. Infine, in alcune corrispondenze da Venezia, sotto la sigla G. M. si riconosce Gustavo Modena.