Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ; GIORNALISMO
anno
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1935
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pagina
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751
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Il primo quotidiano mazziniano 751
Il Mazzini doveva essere un direttore eccezionale e doveva lasciare ben poca autonomia ai suoi collaboratori: perciò tutti gli articoli hanno un tono comune di uniformità e molti ricordano il caratteristico stile mazziniano. Sarebbe quindi assai arduo riconoscere gli articoli del Mazzini, se questi non ne avesse estratto 36, che nel 1863 inserì nella edizione dael-liana dei suoi scritti (voi. VI, pp. 168-330). Altri 14 articoli riconobbe con certezza del Mazzini la Commissione editrice della grande Edizione Nazionale, valendosi in parte delle minute autografe di alcuni tuttora conservate, ed in parte delle indicazioni del Cironi nella sua bibliografia, in parte anche di richiami dell'epistolario confortati dall'analisi stilistica degli scritti stessi. (E. N., Politica, voi. XIII, pp. 1-203. Cfr. a Introduzione , pp. x-xm).
Mi permetto tuttavia di segnalare per l'attribuzione al Mazzini altri due articoli ignorati dall' Edizione Nazionale.
In un articolo comparso nel n. 46 (6 luglio), che fu dal Mazzini stesso compreso nell'edizione daelliana, questi espone i suoi noti principi di guerra insurrezionale all'Austria. L'articolo del numero successivo che è come il precedente un editoriale comincia Ieri parlammo intorno ai provvedimenti bisognevoli secondo il nostro modo di vedere per fortificarci... Oggi, ripigliando il nostro discorso, vorremmo, ecc. e nel corpo dell'articolo ha un nuovo richiamo Ieri noi proponemmo qualche modo al riparo, oggi rincalziamo con le stesse ragioni il nostro argomento, ed allarghiamo i nostri consigli. La relazione tra i due articoli è evidente e perciò possibile l'attribuzione a Mazzini anche del secondo articolo: né può ostarvi la forma impersonale ( Noi proponemmo, ecc. ) perchè in tal forma sono stesi tutti gli altri articoli del Mazzini, notandosi poi che gli articoli di carattere bellico sono sempre suoi e particolarmente questi che espongono idee affatto personali.
Un altro editoriale, di commento all'incerta politica pontifìcia, comparso nel n. 50 (10 luglio), dopo aver ricordato l'entusiasmo e le speranze suscitate dai primi atti del nuovo Pontefice anche nelle file dei rivoluzionari, aggiungeva E dal profondo dell'animo volgevamo al Pontefice parole ardentissime d'affetto, intercedendo che montasse sul Campidoglio, ubbidisse ai nobili istinti del cuore, rompesse le non evangeliche tradizioni degli ultimi tempi, unificasse l'Italia, ci ridonasse una fede, ci riaprisse un paradiso che gli avvenimenti, le sventure, le nuove necessità e le nuove dottrine avean chiuso . Ora, chi nel 1847 rivolgeva dal profondo dell'animo parole ardentissime d'affetto era appunto il Mazzini con la famosa lettera a Pio IX, i cui concetti ritornano nelle parole talora identiche dell'articolo : nella lettera il Mazzini