Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO
anno <1935>   pagina <774>
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774 Appunti e notizie
UNA DOMANDA D'IMPIEGO. - È crucila presentata dal colonnello Pianta, già comandante della 13a demi-brigade provvisoria, ai Consoli della Repubblica Romana del 1798 (R. Archivio di Stato di Roma, Repubblica Romana 1798-99, Ba -14). In fatto di raccomandazioni non scherzava le ciloyen Pianta 1
Le Citoyen Sebastien Pianta autrefois Gommandant de la 13* 1/2 Brigade provisoire à l'armée des Pyrenées orientales, et depuis aide de camp chef de brigade du general Pérignon, à l'epoque où ce general prit le commandement de Tarmée de l'Océan, demande aux citoyens consuls de la République Romaine d'étre employé dans les troupes de cette républicpie, avec un grade correspondant à celui dont il était revètu en France, et que le mauvais état de sa sante, ruinée par une rigoureuse captivité de vingt-deux mois en Espagne, a pu seul le contraindre d'ab andonner.
Il a l'honneur de faire observer aux citoyens consuls cru'il est très connu du ministre de la guerre, le citoyen Brémond, et il leur rappelle cru'il leur a été recom-mandé par les citoyens Monge et Daunou, par le general Cervoni, et par le citoyen cisalpin Fantoni. Il les invite en outre à prendre auprès des officiers qui ont servi à l'armée des Pyrenées orientales des renseignements sur son civisme, sa bravoure et sa capacité militaire.
Il lui serait facile de prouver que le general Buonaparte avait donne l'ordre au ministre de la guerre cisalpin de l'employer avec son grade.
Il était l'ami intime du general Duphot de glorieuse mémoire.
S. Pianta .
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COMMEMORAZIONE DEI MARTIRI TRENTINI DEL 1848. - Togliamo dal Corriere della Sera del 23 aprile:
In questi giorni ricorreva l'anniversario della fucilazione dei ventun volontari italiani catturati dagli Austriaci nel 1848 presso il lago di San Massenza. Questi ignoti Eroi della Patria facevano parte dei Corpi franchi che nella primavera del '48 avevano invaso le Giudicarle ed erano caduti prigionieri mentre stavano marciando verso Trento per redimerla alla Patria. I volontari erano stati condannati a morte e fucilati nella fossa del castello del Buon Consiglio. Di essi non si conoscono tuttora con certezza neppure i nomi; sembra si tratti di volontari lombardi, in gran parte oriundi del Bergamasco.
Le spoglie mortali di questi umili Eroi erano state raccolte ancor prima della redenzione nella tomba di una famiglia di patrioti, i Larcher. E stata celebrata, ricor­rendo l'anniversario, una messa in suffragio dei ventun valorosi. Al rito hanno assistito le autorità e le rappresentanze dei volontari e dei combattenti .
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UNA LETTERA DI CARLO ALBERTO AL MARCHESE DI VILLAMA-RINA. - Il prof. Ersilio Michel ci segnala questo autografo del re sabaudo, con­servato nella Biblioteca di Livorno tra gli autografi Bastogi (Cassetta 18, Inserto 2907). Sull'opera di Carlo Alberto a favore della Sardegna si vedano G. SIOTTO-PINTOR, Storia civile dei popoli sardi dal 1798 al 1848, Torino, Casanova, 1877; A. Luzio, Carlo Alberto e U VUlamarina, in Profili biografici e bozzetti storici, voi. I, Milano, Cogliati, 1927; N. RODOLICO, Carlo Alberto Principe di Carignano, Firenze, Le Monnier, 3 930, pp. 427-430; F. SALATA, l diari di Carlo Alberto sui due viaggi in Sardegna,