Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO
anno
<
1935
>
pagina
<
782
>
782 Libri e periodici
dell'Alberoni,in cui anche taluni aspetti della figura fisica sono chiamati ad illuminare un carattere eduna figura morale: Egli ha sempre qualcosa di sé che vive nell'ombra. Fra i blasoni e le parrucche del Settecento, ancora per tre quarti feudalissimo ed aristocratico, questo figlio del popolo, che si è acquistato i poteri di un Richelieu, figura come una ingiuriosa novità e suscita una istintiva avversione. La sua vera grandezza è nascosta, chiusa nel suo spirito, gelosamente custodita come i piani che va meditando in segreto... Plebeo di nascita, non ha di nobile neppure i lineamenti esteriori... e il capo, in cui pur scintillano due occhi pieni di gaiezza, pare affondi nella massa carnosa.
In complesso, adunque, un bel libro, dove il soffio del patriottismo e dell'arte vivifica pagine in cui la ricerca, lungi dal mortificare lo spirito, potenzia tocchi sicuri che hanno il dono di avvincere.
FRANCO B ORLANDI
* * *
GIOELE SOLARI, L'attività legislativa di Mario Pagano nel governo repubblicano del 1799 a Napoli; Torino, Edizione de L'Erma , 1934-XII, in 8, pp. 96, L. 12.
Si può non consentire del tutto con il Solari nel giudizio su Mario Pagano legislatore, o sottilizzare sull'opera da lui svolta; ma bisogna convenire che la trattazione è condotta con genialità di dottrina e profondità d'analisi.
In effetti, l'opera legislativa del Governo provvisorio non aveva finora troppo richiamato l'attenzione dei critici; nessuno aveva, di proposito, cercato di lumeggiare singolarmente la figura e l'azione di Mario Pagano in questo brevissimo ma intenso periodo storico, attraverso il vasto movimento di riforme legislative che caratterizzano la vita della giovane Repubblica, e specialmente analizzando l'opera maggiore, la costituzione, o meglio, il progetto di costituzione, che porta l'impronta delle idee del tempo, della dottrina e della genialità del Pagano. La ragione sta forse nel fatto che varie leggi importantissime, come quella relativa ai fedecommessi, quella della riforma del sistema feudale, quella sulla riforma del potere giudiziario, e la stessa costituzione, non ebbero il collaudo della pratica attuazione, e non potevano quindi risvegliare grande interesse critico; forse ancora, il crisma sanguinoso del '99, che esaltò nella luce del martirio queste nobili figure di patrioti, sommerse quasi nell'ombra la loro opera legislativa. Silenzio ingiusto: che questo intenso lavorìo non sta solo a rappresentare la concezione politica di un uomo, o di un piccolo gruppo di uomini, ma è altresì l'espressione di tutta una scuola politica e di una corrente filosofico-giuridica in quel determinato momento storico. E di questi uomini rappresentativi del '99 il Pagano è tipica e quasi sintetica espressione.
Riparatrice dunque d'ingiusto oblio è la bella monografia del Solari, che ha il merito sostanziale di seguire ed analizzare l'opera legislativa del Pagano, mettendo in evidenza la sua personalità, la sua attività riformatrice scevra di servile imitazione per quanto consentissero gli interessi politici contingenti, la sua coerenza con le teoriche già professate e seguite, traspare dalla trattazione, attraverso un'ampia valutazione critica, un incondizionato consenso per l'opera politico-legislativa da lui svolta; si che il giudizio conclusivo dovrebbe compendiarsi in un pieno elogio della praticità ed opportunità delle leggi riformatrici.
Possiamo essere d'accordo sull'originalità e sulla coerenza del Pagano; possiamo respingere le censure molte volte ingiuste e i giudizi non sempre spassionati e sereni dei suoi contemporanei; possiamo riconoscere il suo fine senso di equilibrio nella formazione di alcune leggi; ma non possiamo lodare incondizionatamente la sua conce* zione politica e l'opportunità di varie riforme legislative.