Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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783
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Libri e periadici 783
Siamo convinti con il Solari che il Pagano non era un utopista alla maniera del Russo, e che il suo idealismo era compenetrato con la vita e la cultura napoletana di quell'epoca e si radicava in una lunga tradizione di studi e di riforme legislative ; che il Pagano del '99 era il Pagano dei Saggi, non ligio all'influenza francese ; ma bisogna ammettere e convenire che queste stesse sue qualità di coerenza e di genialità di dottrina influiscono molte volte, ed in senso negativo, sull'opera politicolegislativa da lui svolta : vogliamo dire che egli non seppe sempre conciliare la rigidezza dei suoi principi con le pratiche necessità e mancò molte volte al legislatore il senso dell'opportunità.
Guardiamo il suo atteggiamento nella discussione della legge sui fedecommessi : atteggiamento d'intransigenza per coerenza di principi, per piena consapevolezza del mandato rappresentativo, per cieca fede nel movimento rivoluzionario; mentre una soluzione di compromesso, se pur non logica e giusta, sarebbe stata politicamente opportuna. Perchè insistere sulla retroattività della legge, quando una sola generazione, come dice il Curcio, sarebbe stata sufficiente a produrre quella divisione che si desiderava? Perchè questo gesto rivoluzionario ed audace che avrebbe determinato serie agitazioni e proteste, in un momento in cui il governo aveva bisogno di sempre nuovi e maggiori consensi? Un orientamento della sua condotta in senso contrario notiamo invece nella discussione della legge sull'abolizione del sistema feudale. Qui avrebbe potuto trovar piena giustificazione una assoluta intransigenza: una soluzione radicale avrebbe potuto attirare al governo le masse indifferenti, anzi ostili al nuovo ordine di cose, coronando un'opera già da tempo iniziata. E qui invece il Pagano, per fedeltà ai principi sempre professati, è animato da tal spirito equitativo e conciliante da essere tacciato di pusillanimità e peggio. Punto di vista giuridicamente esatto che trovò pratica conferma nella legge abolitiva della feudalità del decennio francese, ma atteggiamento inopportuno in quei momenti di torbidi politici. Ed infatti la nuova legge peggiorò una situazione già di per sé stessa precaria.
Nel Progetto di Costituzione , indubbiamente originale è la concezione che il Pagano ha dei Diritti dell'uomo .
L'uguaglianza non è più un diritto, ma la base naturale dei diritti, che sono in funzione delle facoltà dell'uomo. Ne deriva una capacità di diritti diversa tra cittadino e cittadino: concetti già concretamente espressi in opere sue precedenti. Ne consegue il concetto che egli ha del popolo. Pur dichiarando di non poter precisare la nozione di popolo, praticamente la rende nello stabilire lo status aetivae civitatis del cittadino. Siamo ben lontani dai principi dell'89 e dalla carta del '93 !
L'A. mette brillantemente in rilievo i principi e le finalità della scuola filosofico-giuridica napoletana, e dimostra come il Pagano fosse in fondo, come quasi tutti gli uomini rappresentativi del '99 un antidemocratico, e fedele ai suoi principi si dimostrasse in tutta la sua azione di governo.
Egli tratta poi diffusamente della riforma giudiziaria, proposta nel titolo VHI della costituzione ed attuata con legge speciale del 14 maggio, che ne modificava ed integrava le parti essenziali. In questo campo l'autorità del Pagano è indiscussa. Concludiamo col Solari circa la critica sul sistema di nomina dei magistrati che dovevano essere eletti dalle assemblee popolari, ma non restiamo molto convinti delle ragioni che l'Autore adduce per giustificare la procedura dell' Appello cosi come l'istituto è disciplinato nella costituzione.
Dove il filosofo prende la mano all'uomo di governo, è nel ritorno a due istituti classici ben delineati: la Censura e l'a Eforato . Diremo col Palma che sono gogni di erudito ; idee classiche comuni al suo tempo, ma che non hanno possibilità di pratica attuazione e che non parlano se non alla mente di pochi uomini colti; concezioni idealmente perfette, ma non adatte alle esigenze ed al governo di un popolo moderno. L'A. ha una espressione di profonda verità: Più che a difendere la costituzione del Pagano, egli dice, abbiamo inteso cercare in essa l'espressione di