Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO
anno
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1935
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pagina
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786
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786 Libri e periodici
di corrispondenze consolari, dovute a uomini forniti di acuto spirito di osservazione, pratici della lingua e dei costumi, bene orientati nella difficile e variabilissima politica degli Stati barbareschi, corrispondenze cbe costituiscono un vero tesoro di documenti storici (p. 31). Informatori e qualche volta spie, testimoni e non raramente attori nelle vicende tripoline, i consoli hanno accumulato un mirabile materiale storico, che va opportunamente integrato con le fonti arabe ed ebraiche e con le relazioni e le cronache di viaggiatori e di Europei fatti schiavi dai Barbareschi.
Alle fonti inedite esistenti a Tripoli è dedicato un lungo capitolo (pp. 37-84), che è preziosa guida tra i documenti ancora utilizzabili in silu. Alle raccolte parigine (pp. 87-126) e londinesi (pp. 129-165) sono dedicati altri due precisi e informati capitoli, mentre alle fonti che rimangono da studiare con particolare riguardo a quelle inedite italiane, 1*A. consacra più rapidi cenni (pp. 169-175), soffermandosi in modo speciale, per dare un esempio convincente della ricchezza di documentazione che si può trovare in Italia, sul materiale conservato a Livorno.
Concise ma succose indicazioni bibliografiche (pp. 179-184) chiudono l'utile volume del Toschi, prezioso e intelligente contributo ad uno studio veramente scientifico della storia della nostra espansione coloniale.
A. M. G.
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ALBERTO BALDINI, Con la Quarta Armata alla prima difesa del Grappa (Novembre 1917). Note di guerra vissuta. (Collana di monografìe sulla guerra del 1915-18, voi. 10); Roma, Ministero della Guerra, Comando del C. di S. M. - Ufficio Storico, 1934-XII, in-8, pp. 114 con carte topografiche.
Chi ricorda quale arduo compito fosse assegnato alla IV armata nelle ultime giornate dell'ottobre 1917, quando essa fu repentinamente chiamata dalle alte e già nevose vette del Cadore al massiccio del Grappa, e rifletta anche senza addentrarsi in esami particolari al prodigio che in quei giorni si compiè, di fermare cioè l'irruente invasore, leggerà col più vivo interesse, non disgiunto dalla più alta ammirazione, questo libro nel quale il generale Baldini con note sobrie, precise, ricche di singolare evidenza, mette in luce le enormi difficoltà del ripiegamento di quell'armata che, da strategicamente statica quale era per la natura delle posizioni sino allora fermamente mantenute, dovette convertirsi d'un tratto in armata di movimento perchè chiamata alle più disperate e disparate funzioni logistiche e protettive.
Dalle note dell'A., che non riesce a nascondere, nemmeno in una semplice e vivace narrazione, la sua profonda cultura militare e la sua ricca esperienza di soldato, ritorna al nostro spirito tutta l'ansia, il tormento, il pianto di quei giorni, le invocazioni, le imprecazioni, e le certezze incrollabili di cui vivemmo; e tutto questo che allora fu la nostra grande passione viene lumeggiato, come il bel ragionare di uno scienziato, ricco di mente e di cuore, può lumeggiare una tragedia vissuta.
Una marcia dal Cadore al Grappa, dalla trincee mai perdute, anzi difese Vittorio samente, sino alle ultime ore (oh, eroico tenente De Simone che vedemmo cadere alla testa dei suoi arditi, su, a Monte Piana 1) sino al Grappa, sino al punto fra i più vulnerabili e più importanti della difesa suprema, tale fu la durissima impresa in quel novembre accidioso. E fu assoluta, anche se i mezzi, già estremamente poveri,lo diventarono ancora di più in quanto l'armata fu costretta a cedere una parte dei propri servizi in operazioni di estrema gravità; anche se le difficoltà più gravi e meno prevedibili si moltiplicarono di ora in ora*