Rassegna storica del Risorgimento
VALFR? (BEATO) SEBASTIANO ; VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA
anno
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1935
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pagina
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805
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Vittorio Amedeo II ed il Beato Sebastiano Valfrè 805
alla storia senza discussione, e sull'apporto nobilissimo del Beato per mettere pace e dare quiete allo spirito del Sovrano La figura del Principe, guardata attraverso la limpida atmosfera della nostra epoca fascista, rivela una potenza di comando, una fermezza di carattere, una sicurezza di visione sulle possibilità dello Stato nei rapporti con la Chiesa da lasciare ammirali. L'ammirazione cresce quando si constata che la riaffermata potestà dello Stato, in uno scontro che ebbe più carattere politico che religioso, avviene con un rispetto assoluto per le cose sacre e con quella fede nel cuore che consente di far fronte alle più diffìcili situazioni offrendo nello stesso tempo la chiave per risolverle. Chi oggi abbia una qualsiasi discussione troppo facile tra uomini nei rapporti tra lo Stato e la Chiesa, troppo facilmente infatti esportato a ragionare con la mentalità illuministica, positivista o materialista dei secoli XVIII, XIX e di parte del XX-Bisogna riportarci al tempo di allora per poter comprendere questi contrasti nella loro essenza e per potere accostare quella vita alla vita odierna, nella quale se si negano, come il Fascismo nega, l'iUuminismo, il positivismo, il materialismo, il determinismo e tutti i loro parenti che dissolvono le forze interiori e fanno della vita una desolazione ed una inutile sofferenza, non rimane che la potenza dello spirito dominata e guidata dal pensiero imperiale di Roma nella sua essenza latina e cristiana.
Nel tempo del quale discorriamo il senso dello Stato era altissimo, tanto che Luigi XIV l'aveva riaffermato nei suoi territori nel modo fermo che ognun sa, e si conciliava a meraviglia con lo spirito religioso, anche se nella eterna rivalità* rivalità benefica per il governo spirituale dei popoli fra la Chiesa e lo Stato, nella azione sovrapponentesi non mancavano spigoli ed urti.
Narriamo brevemente gli avvenimenti che hanno dato-luogo alla lettera che qui pubblichiamo per la prima
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