Rassegna storica del Risorgimento

VALFR? (BEATO) SEBASTIANO ; VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA
anno <1935>   pagina <809>
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Vittorio Amedeo II ed il Beato Sebastiano Valfrè 809
Nunzio a Torino, che era degli Strozzi e legato alla Francia. Costoro ottennero, con mezzi invero non lodevoli, di radunare la Congregazione del Sant'Uffizio e di far proclamare il 19 ago­sto 1694 da quella, presente il mite Pontefice disorientato da false notizie, un decreto di cassazione dell'editto di Vit­torio Amedeo II, decreto che veniva immediatamente e clamorosamente pubblicato.
Ci avviciniamo qui alla data della prima lettera da noi pubblicata, che fu scritta, come abbiam detto, il 2 settem­bre 1694. Il Duca, non accolse senza reazione il decreto del Sant' Uffizio, sottoscritto di malavoglia dal Pontefice, al quale era nota la dubbia competenza di quella Congregazione nella materia secondo il diritto canonico. Se la Sacra Congregazione era competente a giudicare, anche il Senato di Piemonte, al quale giusta le leggi dello Stato spettava il compito di vegliare a che le leggi stesse avessero la loro piena applica­zione, aveva il diritto di assicurarsi che nessun ostacolo si opponesse alla esecuzione dell'editto del 23 maggio 1694. Cosi avvenne che il Procuratore Generale, opportunamente stimolato, chiese che l'editto del Principe avesse piena osser­vanza e che la pubblicazione del decreto del Sant'Uffizio fosse vietata anche colla pena di morte.
Il Senato, com'era naturale dopo tutti gli avvisi sentiti dal Duca e citati nella sua lettera, aderì, a inibendo la pub­blicazione del suddetto decreto, sotto pena anche della morte naturale mandando ad ognuno cui spetti sia la presente osservata e nelK registri nostri registrata . Questo provve­dimento del Senato porta la data dell'ultimo di agosto del 1694, due giorni prima che il Duca scrivesse la lettera che pubblichiamo.
E superfluo qui parlare della reazione del Nunzio e della Corte di Roma e di come il conflitto sembrasse inasprirsi. Sarà invece utile dire che, per l'intervento del padre Valfrè e di altre buone persone laiche e religiose, ogni ulteriore