Rassegna storica del Risorgimento

VALFR? (BEATO) SEBASTIANO ; VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA
anno <1935>   pagina <812>
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de Vecchi di Val Cismon
di Vittorio Amedeo II, pubblicate con tanta cura dai molti studiosi di questa figura quanto mai fondamentale per la Casa di Savoia, appare di tanta efficacia di sintesi come que­sta del 2 settembre 1694. Nelle poche sue righe è tanta sa­pienza di governo quanta non può contenersi in volumi e trattati e quanta soltanto può esistere in un giovane Prin­cipe com'era Vittorio Amedeo II, quando gli provenga da un'antica tradizione di governo, di fermezza e di onore. A chi parla con leggerezza di Vittorio Amedeo II e delle sue opere è necessario rivolgere invito di esaminarne il regno intero studiandone l'azione nel suo complesso e sopratutto nei suoi risultati perchè, come abbiam più volte detto, la storia è intessuta di fatti e non di ipotesi o di teorie.
Non bisogna dimenticare che il Principe che scriveva a quel modo stava liberandosi dal giogo di Francia sotto il quale era nato ed al quale l'aveva più strettamente legato la madre reggente, giogo per il quale aveva dovuto sottomettersi alla potenza di Luigi XIV come d'altra parte si era più o meno sottomessa tutta l'Europa , dal quale aveva contro voglia dovuto ricevere in moglie la buona e non bella Anna d'Orleans destinatagli dal Re di Francia. Nella materia spe­cifica poi è noto come le prime leggi di persecuzione dei Val­desi, quelle che combattono l'eresia, fossero state consigliate, e forse più che consigliate, dal troppo potente alleato francese, il quale aveva per altro trovata nel Duca ogni possibile resi­stenza. La lettura del carteggio diplomatico fra il Duca ed il suo ministro a Parigi è quanto mai istruttiva per la prova della volontà imperiosa del Re di Francia e della resistenza non sempre passiva e talvolta vivacissima del Duca di Savoia che infine aveva dovuto piegare alla forza. E facile compren­dere con quanta buona volontà Vittorio Amedeo II si accin­gesse a concedere le libertà ai Valdesi. Egli si liberava a sua volta da un peso mal sopportato, si armava contro la Francia di Luigi XIV, che questo ed altri pesi gli aveva imposti in