Rassegna storica del Risorgimento

VALFR? (BEATO) SEBASTIANO ; VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA
anno <1935>   pagina <813>
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Vittorio Amedeo II ed il Beato Sebastiano Valfrè 813
precedenza, riaffermava l'assoluta indipendenza del suo Stato non meno verso la Francia che verso la Santa Sede, pure assolvendo al debito di coscienza della voluta temperanza da un lato verso una parte del suo popolo e dall'altra di non lasciar aggravare la situazione della eresia protestante nei suoi Stati. La crisi di coscienza è tutta rivelata ed è tutta risolta in questa lettera del 2 settembre, la quale, mentre è un evidente monumento di abilità politica, non meno è la rivelazione di una condotta morale perfetta sia per quanto riguarda il conto che si tiene delle supreme esigenze dello Stato in cui si riassume tutta la vita di un popolo, sia per quanto riguarda lo spirito del Principe che agisce nei rapporti con la suprema autorità ecclesiastica.
Fu detto con troppa superficialità che Vittorio Amedeo aveva in queste contingenze sfruttata la situazione , che era in religione un cinico e che senza scrupoli di sorta aveva giocato sulla questione dei Valdesi esclusivamente per il proprio interesse. La verità è che qui si prova per la sua viva voce quanto egli avesse ragione, come non avesse affatto violati i diritti della Chiesa restituendo i Valdesi di fatto e di diritto alle loro terre originarie, e come avesse esclusiva­mente operato per l'interesse supremo dello Stato che si è poi veduto essere contemporaneamente l'interesse supremo dei suoi popoli.
La seconda lettera che abbiamo pubblicata, quella del 19 maggio 1695, sta qui a conferma di tutto quanto abbiamo scritto. Nel maggio del 1695 la crisi colla Santa Sede era dunque perfettamente superata, se già il padre Sebastiano Valfrè si intromette tra il Duca e la Santa Sede per la no­mina dell'Arcivescovo di Vercelli, ed ogni rapporto è diven­tato normale se Vittorio Amedeo II si ripromette di mettere alla luce le sue decisioni per la nomina di quell'Arcivescovo, nomina che a lui spettava per convenzione colla Santa Sede. Ma la parte più importante di questo documento e la ragione
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