Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1935>   pagina <822>
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822 Giulio Miskolczy
contiene già i dati più rilevanti della sua opera edita alcuni anni dopo in lingua italiana. L'autore analizza l'articolo maz­ziniano Dell'Ungheria, pubblicato poco dopo la fondazione de La giovine Italia , articolo in cui il Mazzini considera l'Ungheria come l'appoggio più vicino per la lotta contro l'assolutismo austriaco e lancia per il primo l'idea di una con­federazione magiaro-slava dei popoli abitanti nel bacino del Danubio. L'idea di una collaborazione italoungherese venne poi abbracciata da Terenzio Mamiani nel 1848 e, dopo di lui, dal Gioberti. Dopo la sconfitta ungherese del 1849 Mazzini cercò di conquistare l'adesione di Kossuth, allora (1850) in esilio nell'Asia Minore, al Comitato centrale democratico europeo, e con la mediazione di Adriano Lemmi s'iniziò fra i due grandi rivoluzionari una corrispondenza, esposta con accuratezza da M. Menghini nel 1921. Kossuth, impressionato pure da un colloquio con Giuseppe Regaldi, in un primo tempo si rifiutò di accettare la proposta di Mazzini, ritenendo che i principi democratici non avessero terreno propizio nel-l'Italia e che la propaganda dei democratici fosse troppo cla­morosa e generica. Ma più tardi dovette convincersi che il Piemonte cercava la sincera riconciliazione con l'Austria, e allora si mise dalla parte di Mazzini, col suo grandioso genio di organizzatore. Fu l'atteggiamento del Piemonte a spingere Kossuth nel campo dei repubblicani e a fargli abbracciare pienamente l'ideologia di Mazzini. I due capi del movimento democraticorivoluzionario non andarono d'accordo, specie nel giudicare le possibilità di un'azione: Kossuth fu più cauto, più realistico del compagno e gli fu superiore nell'organizza­zione e nel giudicare le esigenze del movimento. La loro amici­zia ebbe un forte colpo dalla sommossa milanese del 1853, in coi Mazzini adoperò un antico proclama di Kossuth. Durante la guerra di Crimea fu quest'ultimo a spingere Mazzini alla azione, ma, in fin dei conti, si tenne presente il destino dell'Ungheria, e, senza badar molto alla teoria, fu l'uomo