Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <827>
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La pace di Ouchy 827
saputo, e che era riuscito a carpire troppe dichiarazioni dai membri del Governo. Il Comitato fece la voce grossa; e se ne videro gli effetti due giorni dopo.
Per sua norma così telegrafava a Volpi il fido Nogara il Consiglio dei Ministri di domenica biasimò Assim Bey *) e i suoi amici per le proposte ufficiose fatte a Lei senza averle sottoposte prima al-1 approvazione del Gabinetto. Nel Comitato s'è creata una corrente sfavorevole a Lei; a tal punto che ieri sera l'amico Carasso 2) venne a comunicarmi che si era deciso allo scopo di escluderla dalla futura delegazione italiana di chiedere che almeno due deputati italiani facciano parte della Commissione: così, non essendo Ella deputato, non potrà figurare, e anche qualora venisse aggregato alla delegazione ufficiale come membro aggiunto, essi si lusingano che per tal modo sia impedito a Lei di avere una parte preminente. Altre conseguenze: Carasso mi dice di non poter più indirizzare i telegrammi cifrati al Suo nome .
I Turchi però non avevano fatto i conti con Giolitti, che naturalmente non poteva d'un tratto dimenticare renorme apporto dato da Volpi a tutte le trattative, e per conseguenza non poteva pensare neanche lontanamente a non servirsi più, d'ora innanzi, della eccezionale abilità di cui l'improvvisato negoziatore aveva dato prova, rivelandosi di colpo diploma­tico di finissimo stile.
Nel frattempo, Costantinopoli tentennava. Incertezze, ti­mori, indecisioni erano causate dalla crisi latente del Gabi­netto, che infatti doveva dimettersi qualche settimana dopo; oltre che alle numerose e gravi incognite politiche che Governo e Comitato paventavano da un giorno all'altro. Nogara tele­grafava ogni giorno, in concitati telegrammi, la estrema mu­tevolezza della situazione; non senza aggiungere prudente­mente: Non bisogna cercare nelle mie lettere la continuità di
i) Ministro degli Esteri.
2) Deputato appartenente al Comitato Unione e Progresso e che era uno dei confidenti politici dell'ing. Nogara.