Rassegna storica del Risorgimento
OUCHY (PACE DI)
anno
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1935
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pagina
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828
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828 Angelo Piccioli
criteri: la politica, qui, è una duna mobile di., sabbia tripolina .
Tuttavia, pur fra le indecisioni, non mancavano segni di una maturazione spirituale verso la pace, nel campo avversario.
Il Marshall dice Giolitti nelle sue Memorie che nel giugno aveva lasciato Costantinopoli per assumere l'Ambasciata di Londra, in una conversazione col nostro Ambasciatore a Berlino, il Pansa, dichiarò che la Porta era ormai persuasa che la Tripolitania fosse irrimediabilmente perduta, ma il riconoscerlo apertamente con una cessione le avrebbe arrecati danni ancora maggiori, sia per la perdita di prestigio nel mondo musulmano, sia per il probabile distacco dello Yemen. Soggiunse che l'area della nostra occupazione in Libia era ancora troppo scarsa perchè si potesse per allora prendere in considerazione la delegazione dell'autorità del Sultano ad un qualche ente locale col quale noi potessimo poi venire ad accordi. Quando la nostra occupazione si fosse maggiormente estesa la Turchia forse avrebbe trattato, a condizioni però che noi consentissimo a riservare una parte del territorio dell'interno per quegli Arabi che preferissero di ritirarvisi in condizioni di intera indipendenza, condizione questa che essa considerava come un debito d'onore. Un passo di una certa importanza fu fatto a Costantinopoli nella seconda metà di giugno dall'Austria, con intenti molto amichevoli verso di noi, forse per riparare alla condotta poco cordiale seguita per la questione delle nostre occupazioni nell'Egeo. L'Ambasciatore Pallavicini, per incarico di Berchtold, chiese un'udienza al Ministro degli Esteri, Assira Bey, per insistere sulla convenienza per la Turchia di porre fine alla guerra, e richiamare la sua attenzione al pericolo di una protratta occupazione delle isole, riguardo alla restituzione delle quali la Turchia si era tenuta fino allora sicura, forse anche per qualche indiscrezione diplomatica. Un primo progetto affacciato nelle conversazioni turcoaustriache fu che la Turchia cedesse la Cirenaica al Khedivé d'Egitto, e la Tripolitania al Bey di Tunisi, che le avrebbero poi alla lor volta cedute all'Italia, con alcune clausole a favore dell'autorità spirituale del Sultano. Questo progetto, assai poco pratico, fu subito lasciato cadere. Assim Bey aveva poi avanzata una nuova proposta: La Turchia avrebbe dichiarate indipendenti le due provincie sotto il regno di un Bey arabo; poi le truppe italiane e le truppe turche verrebbero ritirate e si formerebbe una milizia del paese; e l'Italia infine potrebbe concludere col Governo locale un accordo che le assicurasse una