Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <830>
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830 Angelo Piccioli
della paventata crisi del Governo: conveniva far cadere la scelta su persona che essendo, in certo modo, fuori e sopra i partiti, potesse facilmente venire riconosciuta ed accettata anche nella probabile eventualità di una mutazione di Gabi­netto (il che, come vedremo, non ebbe poi a verificarsi). Non mancava però chi sussurrava che... si era voluto scegliere un uomo di scarsa importanza o meglio di non primissimo piano tanto per guadagnar tempo senza troppo compromet­tersi, e non concluder nulla di definitivo. Quanto al nostro Go­verno, fece cadere la scelta, oltre che su Volpi, il quale aveva mostrato dichiara Giolitti nelle sue Memorie di conoscere a fondo i Turchi ed aveva il merito di aver promosso le conversa­zioni , sull'on. Bertolini, già Ministro dei Lavori pubblici, e che godeva, per ponderatezza e chiarezza di visione, di grande auto­rità politica; infine sull'on. Fusinato, per la specifica competenza nel diritto internazionale che gli si ricor osceva meritamente. Da notare che, per il momento, i delegati, dall'una parte e dall'altra, rivestivano semplicemente veste ufficiosa.
Vili.
Le conversazioni con Said Halim ebbero inizio a Losanna il 12 luglio. Erano destinate a durare fino al 24, per la successiva caduta del Gabinetto di cui Said faceva parte. Dodici giorni, dunque, durante i quali non si potè dire che si fosse fatto un progresso vertiginoso; poiché, data la tendenza del delegato turco ad impegnarsi il meno possibile (era partito da Costan­tinopoli si accertò poi senza istruzioni precise) i no­stri si dovettero limitare alla enunciazione recisa del nostro punto di vista, oltre che, naturalmente, a mettere nell'orecchio avversario tutte le pulci possibili e immaginabili...
Per non attirare l'attenzione del pubblico cosmopolita che affollava in quel momento le rive tranquille del Lemano i delegati vivevano separati: l'on. Bertolini aveva preso stanza