Rassegna storica del Risorgimento

OUCHY (PACE DI)
anno <1935>   pagina <833>
immagine non disponibile

La pace di Ouchy 833
Subito dopo, venne prospettata a Giolitti una formula
temporaneamente compromissoria per l'interno della colonia,
formula escogitata per fornire al Governo turco la piattaforma
di una giustificazione contro l'accusa che ad esso rivolgeva
l'elemento arabo: che, cioè, per fare la pace, il Governo
abbandonasse gli indigeni al loro destino. Il germe di una solu­zione proponevano i nostri da Ouchy poteva essere
contenuto in una formula diretta a promettere alla Turchia di non occupare, per un certo periodo di tempo, il Fezzan; per modo che colà avessero potuto rifugiarsi gli Àrabi malcon­tenti di venire sotto di noi.
Una soluzione di questo genere chiarivano i nostri fiduciari non avrebbe nulla di comune con l'altra alla quale fu accennato da altri, di una spartizione della sovranità sulla Libia fra noi e la Turchia. Ciò che, a nostro giudizio, rende possibile di prendere in considerazione questa soluzione, è il nuovo punto di vista turco, su cui insistè Said Pascià, dell'autonomia. Nel Fezzan infatti non dovrebbe essere mante­nuta sotto nessuna forma una effettiva sovranità turca, ma quelle regioni dovrebbero essere costituite in base a quella specie di autono­mia a cui tengono i Turchi. Siccome d'altronde non si può immaginare un9 organizzazione indigena di Governo, il Fezzan dovrebbe essere dichiarato dall'Italia una zona d'influenza, e ciò col consenso della Turchia.
a Non è il caso a questo punto, per il momento, di scendere a mag­giori particolari; ciò che a noi preme è di sapere se in massima l'E. V. sarebbe disposta di entrare in quest'ordine di idee, il che, non lo nascon­diamo, potrebbe in determinate circostanze, rendere assai più facile una soluzione .
Giolitti rispose dando il suo assenso per il rappresentante religioso e per il concorso al servizio del debito ottomano, che ci era imposto anche da considerazioni di carattere inter­nazionale, ma non approvò le altre proposte. Al Bertolini osservò che un eventuale accordo trentennale per l'interno non solo avrebbe offeso il principio della sovranità, ma sa­rebbe riuscito pericoloso nel futuro, e avrebbe dato luogo a