Rassegna storica del Risorgimento
OUCHY (PACE DI)
anno
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1935
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pagina
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835
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La pace di Ouchy 835
Situazione notava Fon. Fusinato in una lettera a Giolitti non priva di comicità, e che non può accadere che coi Turchi: noi, senza che il Said lo sappia, siamo in relazione diretta col Comitato da cui ni sostanza lo stesso Said riceve le sue istruzioni e glie le sollecitiamo .
I nostri delegati risposero all'accenno con una dichiarazione d'ordine fondamentale circa il principio di sovranità; questo era stato proclamato da una legge, epperò l'Italia non avrebbe potuto accettare qualsiasi formula che avesse implicato il disconoscimento, o solo l'attenuazione, del principio stesso. Fecero anche notare, i nostri delegati, e con insistenza, i danni che sarebbero derivati dal prolungamento delle ostilità, sopratutto a causa dell'azione militare fuori dell'Africa, azione che noi saremmo stati mevitabilmente spinti a proseguire, oltre che dalla nostra dignità e dai nostri interessi, dalla pressione dell'opinione pubblica alla quale nessun Governo avrebbe potuto resistere; e, da ultimo, dai nostri stessi doveri verso le altre Potenze europee, e dalla concezione che di tali doveri aveva il nostro Governo.
Said obbiettò l'impossibilità assoluta di riconoscere un distacco completo delle due provincie, mise in rilievo i doveri che la Turchia aveva verso il mondo musulmano e l'impossibilità, che ne derivava, di abbandonare le popolazioni arabe. Né il Parlamento né il Paese aggiunse potrebbero approvare un accordo che non tenesse conto di questi imprescindibili elementi di fatto. E concluse che l'unica soluzione concepibile poggiava sulla base dell'autonomia delle due provincie sotto l'alta sovranità del Sultano, e nel contemporaneo riconoscimento del fatto dell'occupazione italiana delle coste. Mmi questa formula, o altra simile, l'Italia avrebbe in fondo raggiunto lo scopo politico della sua impresa, e le cose si sarebbero accomodate nel miglior modo e col minor tempo. Autonomia, sì, risposerò i nostri ma in accordo col punto di vista dell'Italia. E cioè: la Turchia dovrebbe dichiarare l'autonomia dei vilayet con atto unilaterale emanante dalla