Rassegna storica del Risorgimento
OUCHY (PACE DI)
anno
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1935
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pagina
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838
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838 Angelo Piccioli
olimpicità: egli si contentava di tanto in tanto di dichiarare confidenzialmente a Nogara, non senza un fine sorriso, che se i nostri delegati mostravano di non comprendere che cosa egli volesse, per compenso egli non riusciva a capire che cosa essi pretendessero...
Stava di fatto che, nonostante le doti di squisita amabilità, al Pascià mancavano forse quelle qualità attive e fattive che sono necessarie per qualsiasi trattativa diplomatica, e che eran più che necessarie, indispensabili per dipanare un groviglio come quello che in sostanza era creato dal marasma politico di Costantinopoli.
Si appalesò dunque chiara la necessità che a coadiuvare l'aulico personaggio venisse spedito illieo ac immediate un più duttile e dinamico uomo politico. E Volpi non esitò a sollecitare espressamente, in tal senso, Carasso. Senonchè, proprio in quei giorni sopravvenne la crisi politica.
In attesa della risoluzione di questa, ai nostri fiduciari non rimaneva altro che verbalizzare i colloqui sino allora avvenuti e... mettere qualche pulce nell'orecchio al Pascià, facendogli specialmente balenare la minaccia della immediata estensione della nostra azione bellica nell'Arcipelago e in genere in Oriente. I processi verbali furono tutt'altro che inutili: non perchè fosse indispensabile consegnare alla storia le anodine e stereotipiche considerazioni del Pascià, ma perchè era opportuno far capire la solfa a quei signori di Costantinopoli. Alla redazione dei verbali i nostri erano stati indotti dalla impressione ricevuta che difficilmente Said avrebbe saputo trasmettere esattamente il loro pensiero a Costantinopoli, e dalla convenienza di trovare una forma corretta per redigere essi stessi ciò che il Pascià poi avrebbe dovuto presentare al suo Governo; infine ed era essenziale dall'intento di accelerare le trattative con la richiesta, implicita in tale comunicazione di verbali, di istruzioni più conclusive da parte del Governo turco. Per il momento, intanto, attraverso la modesta prosa