Rassegna storica del Risorgimento
OUCHY (PACE DI)
anno
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1935
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pagina
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839
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La pace di Ouchy 839
dei verbali si consacrava in atti l'adesione dei Turchi al concetto dell'autonomia: il che, volere o non volere, implicava sostanzialmente la rinuncia alla sovranità turca. Non era ancora il riconoscimento esplicito della sovranità nostra, ma era l'abbandono della loro; e per di più, l'implicito riconoscimento della nostra, là dove essa esisteva di fatto, e cioè lungo i punti già occupati sulla costa.
Oltre a ciò, come abbiamo accennato, a Said Pascià i nostri fiduciari fecero ingoiare l'amara pillola di qualche ipotesi circa lo sviluppo immediato della nostra azione, qualora la Turchia non si fosse indotta a più miti consigli. Si trattava in sostanza, di porre sul tappeto tutte le controversie che potevano darci motivo di chiedere qualche cosa al nemico: non tanto allo scopo di ottenere vere e proprie concessioni, ma per aver delle carte in mano da poter giudiziosamente giuocare in seguito: così che, giunto il momento decisivo, noi potessimo fare concessioni secondarie, pur di guadagnare il punto principale. Una riserva tattica nelle trattative, insomma.
Said fiutò subito la larvata minaccia che si celava nella innocente richiesta che i nostri delegati gli fecero, il 19 luglio, di portare la conversazione su questioni secondarie. E si mostrò sulle prime riluttante a seguirli, e insistè sul concetto che fin da principio egli aveva enunciato: esser meglio, cioè, di lasciare per il momento da parte le questioni secondarie, questioni che senza difficoltà sarebbero state risolte quando sulla principale fosse raggiunta l'intesa. Ma alle reiterate insistenze dei nostri finì per consentire.
Si affrontò per prima la questione delle isole. Da parte nostra, si espose come l'occupazione di esse fosse stata una necessità determinata dal rifiuto della Turchia di riconoscere la nostra sovranità nella Libia; e che ne era derivata una nuova e non facile questione, di carattere interno e internazionale, che si aggiungeva alla questione maggiore, e che si sarebbe resa sempre più grave col passare del tempo. Si chiarirono i