Rassegna storica del Risorgimento
OUCHY (PACE DI)
anno
<
1935
>
pagina
<
844
>
844
Angelo Piccioli
lotta: bisogna disse il Ministro non conoscere l'ambiente per pensare diversamente. Quanto alla guerra, Noradoughian affermò che un nuovo atto bellico nostro avrebbe obbligata il Governo a prendere, per salvarsi, un'attitudine contraria all'interesse della pace: Giolitti, quindi, lungi dal forzare la mano in quei momenti, avrebbe dovuto consentire un tacito armistizio fuori della Libia, e possibilmente anche in Libia.1* Si lamentò poi il Noradoughian delle confidenze che As-sim Bey aveva fatto agli Ambasciatori circa le trattative, e disse essere essenziale che il proseguimento di queste fosse segretissimo; si mostrò convinto di un buon risultato, purché ((non ci siano scosse : bisogna difatti, che l'orientale dimentichi e che nessuno gli rinfreschi nella memoria che vi è una guerra . Aggiunse che il Gabinetto avrebbe richiesto una indennità di guerra, e avendogli in proposito il Nogara obbiettato che anche noi avremmo avuto diritto a domandarla, il furbo levantino sorridendo rispose: Allora faremo la compensazione delle due domande... .
Concluse assicurando che avrebbe immediatamente studiato il tenore delle istruzioni da dare ai nuovi delegati, e con l'affermazione che, risolta la questione di fondo, le conversazioni avrebbero potuto procedere rapidamente ed assumere presto un carattere ufficiale. Lo stesso giorno, Nogara incontrò il deputato Carasso, che faceva ancora il trait-d'union fra il nuovo Gabinetto e la parte moderata del Comitato: ed ebbe con lui intese confidenzialmente amichevoli.
Rapidissima e conclusiva azione, quella del Nogara; epperò il giorno dopo egli s'ebbe il compiacimento del suo principale: Volpi gli telegrafò: Lei può dire: veni, vidi, vici .
x) Giolitti, difatti, fece interrompere tutte le operazioni nell'Egeo, ma dispose in pari tempo che venisse intensificata la campagna in Libia, e in Cirenaica particolarmente: per togliere egli disse ai Turchi l'illusione che essi nutrivano ancora, in ragione della poca estensione delle nostre occupazioni in quella provincia, che l'Italia alla Cirenaica potesse infine rinunciare ,