Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA ; FRANCIA ; STORIOGRAFIA
anno
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1935
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pagina
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847
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La pace di Ouchy 847
In complesso, Volpi era soddisfatto e di Nogara e dei suoi emissari di Costantinopoli e dei nuovi uornini che avevano preso in mano il mestolo della politica.
I XII.
Intanto, Nogara, memore delle istruzioni di Volpi ( non cessi mai di essere alle calcagna dei diplomatici stranieri) avvicinava i vari Ambasciatori, e prima di tutti quello tedesco, il Waggenheim, da poche settimane succeduto al Marshall, il quale non fece mistero a Nogara dei suoi convincimenti. Che erano questi: dovere l'Italia accontentarsi, per la Libia, di un regime simile a quello dell'Egitto, integrato a nostro favore dal possesso di due stazioni navali, l'una in Tripolita-nia e l'altra in Cirenaica, in assoluta proprietà. E avendogli il Nogara d'un balzo obbiettato: E il nostro decreto di sovranità, Eccellenza, dove lo mette ? , l'imperturbabile Ambasciatore rispose:
a Codesto decreto non può avere che un valore interno per voi, ma ai fini internazionali è del tutto inefficiente: alla validità di esso rispetto alle altre Potenze si oppone Lei lo sa meglio di me la convenzione dell'Aja, la quale stabilisce in modo tassativo che il cambio di sovranità può ritenersi valido solo perii territorio effettivamente occupato, e non per un territorio ideale (sic).
E conclude con un amorevole consiglio:
Credete a me, se volete venire a capo della pace, una cosa è veramente essenziale per voi: trasferire le trattative dalla Svizzera a Costantinopoli. Non è facile avere istruzioni da qui colla mentalità turca, ch'Ella ben conosce... .
Ma Nogara conosceva questo ed altro: soprattutto le insidie di trattative svolte nella capitale nemica, sotto gli occhi vigilanti ed interessati come quelli del Waggenheim. E la sera si affrettò a telegrafare a Venezia.