Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; FRANCIA ; STORIOGRAFIA
anno <1935>   pagina <854>
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854 Angelo Piccioli
di uomo pratico, nutrito di fatti e non d'illusioni, e per cui va sempre diritto al concreto: privilegio che, accoppiato a quello della grande esperienza, gli fornisce su ogni questione visioni nette, precise, irrefutabili. E poi, il modo di esprimersi. La vivacità delle sue battute e la chiarezza delle argomenta­zioni sono la sua forza: egli disarma sempre l'avversario.
XV.
Proprio all'inizio del secondo periodo delle trattative, giunse notizia da Costantinopoli che la situazione interna della Turchia era gravemente peggiorata, così da indebolire enor­memente il nuovo Governo. L'ing. Nogara riferì che dieci reg­gimenti di soldati avevano disertato ad Erzerum e otto reggi­menti a Salonicco: quest'ultimi, con alla testa Giavid Pa­scià, si erano ritirati sulle montagne. I pronunciamenti erano tutti volti a protestare contro lo scioglimento della Camera. I giovani turchi consideravano illegale tale scio­glimento, e per conseguenza avevano deciso di astenersi dalle nuove elezioni; si sarebbero dunque avute due Camere, l'una del Governo a Costantinopoli e l'altra del Comitato a Salonicco.
A tutto ciò si aggiungevano i dissensi interni del Gabinetto : tanto gravi che potevano condurre ad un rimaneggiamento di esso. Al gruppo moderato con Hilmi a capo, il quale assieme ai due Muktar ed a Noradoughian voleva una politica di tolle­ranza verso il Comitato, si opponeva il gruppo intransigente con Kiamil a capo, che affermava non essere possibile governare senza distruggere il Comitato Unione e Progresso . Ferid Pascià soffiava nel partito intransigente, con accanimento. Cominciava ad accreditarsi la voce che Ghazi Muktar lasciasse fra breve il posto a Kiamil : e Nogara ne ebbe conferma anche dall'Ambasciatore tedesco.
Anche Carasso era impressionato delle defezioni militari e ammetteva che esse avevano scosso molto il Gabinetto, che