Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; MOSTRE
anno
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1935
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pagina
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856
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856 Angelo Piccioli
avremmo tenuto la costa e lasciato il resto del paese agli indigeni, coi quali, poi, a suo avviso, non ci sarebbe stato difficile venire ad una intesa.
La delicatezza della situazione in cui il Governo di Costantinopoli trovavasi risultava anche indirettamente dalla circostanza che Noradoughian espresse il desiderio che i negoziati si svolgessero nella segretezza più assoluta: silenzio anche e sopratutto con gli ambasciatori . E quando il Nogara lo sollecitò a dare ai delegati un carattere più officioso, il Ministro rispose di non poterlo fare: Per la presentazione disse bastano i telegrammi di Volpi; se S. A. Said fece diversamente, questo non è motivo perchè io debba ripetere l'errore . Chiarì inoltre che i delegati non avevano carattere di plenipotenziari, ma solo di negoziatori ad referendum. E a mo' di conclusione aggiunse: Ricordatevi delle nostre esigenze di politica interna: esse ci costringono a fare i conti con l'esercito .
XVI.
I nuovi colloqui ebbero inizio la mattina del 13.1 delegati turchi dichiararono che ritenevano conveniente di considerare come non avvenute le antecedenti conversazioni col Principe Said e di ricominciare le discussioni ex novo. Aggiunsero non reputare il caso di riassumere i (Colloqui in processi verbali, per il momento, salvo a mettere per iscritto le conclusioni a cui essi fossero approdati. I nostri non fecero obbiezioni.
La prima conversazione si protrasse per oltre due ore, e fu ispirata alla maggiore cordialità. Ripetutamente i delegati turchi ebbero a dichiarare che il loro Governo era favorevole alla pace e desideroso di una soluzione che permettesse poi ai due Paesi di riprendere i reciproci rapporti, con sincera amicizia e con completa confidenza reciproca. Accennarono peraltro, e con insistenza, alle gravissime difficoltà interne di varia natura dinanzi a cui si trovava il Governo per attuare il