Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MOSTRE
anno <1935>   pagina <857>
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La pace di Ouchy 857
suo desiderio di pace, e manifestarono la speranza di trovare da parte italiana la indispensabile cooperazione per superarle.
Dopo ciò, Naby Bey affermò di essere incaricato dal suo Governo di presentarci successivamente cinque proposte scritte che avrebbero dovuto formare la base delle discussioni. Di esse, solo tre ne poteva presentare per il momento. La prima era così formulata: a Abandon à VItalie des points occupés par elle (à Vexception du litoral s'étendant de Berna a Soloum) à la condition de fair e une delimitation pour distinguer le hin­terland . La seconda era espressa nel modo che segue: Aban­don en faveur de VItalie de la Tripolitaine, et garder pour la Turquie la Cyrenaìque, avec facuite pour les habitants de la Tripolitaine oVémigrer en Turquie ou en Cyrenaique ou de devenir sujets italien en restant dans la Tripolitaine .
Le due proposte avevano in comune il presupposto della rinuncia da parte nostra a una parte della Libia: erano, dun­que, in aperta contraddizione con la nostra legge di sovranità, la cui integrale osservanza era per noi la condizione pregiudi­ziale d'ogni accordo di pace. I nostri delegati dichiararono pertanto che non era loro consentito neppure di iniziare una discussione.
La terza proposta era formulata così: Etablir une auto­nomie sous la souverainété du Sultan dans les deux Provinces avec un Bey héréditaire, un Conseil locai qui elaborerà les ré-glements et ces réglements seront soumis à la sanction du Sultan dans les trois mois. Il y aura une milice locale . La proposta dette luogo a lunga discussione: non perchè fosse meno reciso il rifiuto d'essa da parte dei nostri delegati, ma perchè la conversazione provocò alcune dichiarazioni e mise in evidenza alcuni punti di vista che potevano avere importanza per la prosecuzione delle trattative.
Così Naby come Fahreddin apertamente dichiararono che con la terza soluzione il loro Governo intendeva prospettare per la Libia un assetto identico a quello che la Francia si era