Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MOSTRE
anno <1935>   pagina <858>
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Angelo Piccioli
volontariamente costituito in Tunisia; che il Governo otto­mano intendeva, con tale proposta, di lasciarci in effettivo e assoluto dominio le due provincie; che soltanto ci domandava di consentire in una formula che servisse per ingannare (è proprio la parola che fu adoperata: duper) l'opinione pubblica turca e le suscettibilità musulmane. Fecero poi capire che se taluna delle condizioni espresse nella proposta così com'era formulata, non fosse stata trovata opportuna, non sarebbe stato difficile di intendersi in merito ad essa; aggiunsero che il Bey (che avremmo potuto scegliere a nostro piacimento) non sarebbe stato che un innocuo simbolo, non altrimenti che il Bey di Tunisia; che l'organizzazione della milizia locale im­plicava naturalmente il completo ritiro delle truppe regolari turche, e il mantenimento delle nostre; e così via. Conclusero che, a loro giudizio, la soluzione non si sarebbe trovata in opposizione alcuna con la nostra legge di sovranità, la quale riservava essa stessa a futuri provvedimenti la organizzazione politica del paese.
Alle argomentazioni turche i nostri delegati risposero op­ponendo recisamente la pregiudiziale della nostra legge di sovranità. Tale dichiarazione fu accolta da parte dei delegati ottomani con rammarico che parve ai nostri sincero: essi avevano veramente sperato, e dichiararono del resto di non disperare ancora, che una tale soluzione potesse formare la base di un accordo. Non potreste sperar di meglio aggiun­sero da una conferenza internazionale: talmente largo è il concetto ispiratore della proposta .
Nella discussione che seguì, i delegati ottomani fecero ac­cenno alla impossibilità assoluta da parte turca di qualunque fatto che implicasse un riconoscimento della sovranità ita­liana. Per conseguenza i nostri delegati si videro indotti ad accennare alla soluzione di fatto che era stata da essi già adom­brata nel primo processo verbale redatto col Principe Said. I Turchi non si rifiutarono di esaminare la possibilità di una