Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MOSTRE
anno <1935>   pagina <861>
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La pace di Ouchy 861
Informato di tali dichiarazioni, Giolitti fece due obbiezioni: 1 l'armistizio contenuto sostanzialmente nella pro­posta avrebbe giovato soltanto alla Turchia;
2 non avremmo potuto sgombrare le isole prima che i Turchi avessero sgombrato la Libia.1*
Il 17 agosto i delegati turchi comunicarono il testo delle osservazioni fatte sul verbale dei primi colloqui dal loro Mi­nistro degli esteri. Esso era concepito così:
U Governo imperiale considera che il decreto italiano del 5 no­vembre non può avere applicazione effettiva che nel territorio occupato dalle truppe reali, e non potrebbe stabilire in esso tutt'al più che una sovranità di fatto: non mai una sovranità di diritto. Quanto al territo­rio non occupato, la sovranità, tanto di diritto che di fatto, appartiene sempre al Governo ottomano. Le due proposte sono concepite su queste basi. La terza proposta non è neppure essa da escludersi perchè è di natura da assicurare agli Italiani la penetrazione economica in Libia .
Al che i nostri delegati risposero (e pregarono i loro inter­locutori di trasmettere a Costantinopoli le loro precise dichia­razione): Le tre proposte fatte dal Governo ottomano sono respinte dal Governo italiano perchè incompatibili con la legge di sovranità; qualunque discussione in proposito sa­rebbe oziosa .
i) Ma tutt'altro i nostri delegati avevano inteso proporre. Non certo un armi­stizio, che significasse soltanto una temporanea sospensione delle ostilità rimanendo gli eserciti nelle loro posizioni per riprendere la guerra alla fine dell'armistizio stesso: la proposta, invece, voleva condurre all'obbligo da parte del Governo turco del richiamo effettivo di tutte le sue truppe dall'Africa, e della completa e definitiva astensione da qualunque partecipazione alle ostilità che eventualmente gli Arabi proseguissero contro di noi. In ciò anzi consisteva tutta la sostanza e l'importanza pratica della proposta.
Circa la seconda obbiezione fatta da Giolitti, cbe cioè, il richiamo delle truppe nostre dalle isole non dovesse avvenire che quando fosse assicurata la partenza dei regolari turchi dalla Libia, essa era implicita nel contenuto della proposta, che parlava di richiamo effettivo e temporaneo e del resto era risultato chiarito nel corso delle conversazioni. Quando i Turchi avevano insistito sulle difficoltà di ottenere obbedienza da Enver Bey, i nostri avevano risposto che Enver Bey avrebbe reso in tal modo an ben triste servigio alla sua Patria, perchè il suo rifiuto avrebbe implicato la impossi­bilità, da parte nostra, di abbandonare le isole, e avrebbe preparato la definitiva annessione di queste all'Italia .
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