Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; MOSTRE
anno
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1935
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pagina
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862
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862 Angelo Piccioli
Nelle conversazioni che si svolsero nei giorni seguenti, e che furono sempre lunghissime, i nostri, lasciata da parte la questione fondamentale in attesa della risposta da Costantinopoli, posero innanzi alcune delle più importanti questioni d'ordine secondario.
Anzitutto, quella relativa a Idriss. Giolitti aveva richiesto che allo Scek Idriss fosse fatto nell'Assir un trattamento uguale a quello precedentemente concesso dalla Turchia all'Imam Jahia nell'Yemen. Idriss poteva essere considerato un nostro alleato: i Turchi sapevano perfettamente che noi gli avevamo fornito fucili Wetterly e cannoni, e d'altra parte che le nostre navi avevano impedito alla Turchia di mandare truppe contro di lui per via di mare; infine, che il blocco di Hodeida aveva ostacolato il rifornimento alle truppe turche che si trovavano nel-l'Yemen, rendendo più facile l'azione di Idriss contro le medesime. Sapevano inoltre, i Turchi, che Idriss stesso aveva detto abilmente che il nostro aiuto era stato da lui accettato... in omaggio al Corano (sic) : poiché egli, in sostanza, seguiva le dottrine dei Senussi e considerava i Turchi come corruttori della religione islamica.
Alla richiesta dei nostri delegati, Naby Bey trasse dal portafoglio gli appunti di cui Noradoughian aveva riassunto le sue istruzioni al momento della partenza, e dichiarò freddamente che il Governo turco non riteneva che la questione di Idriss potesse formare oggetto di convenzione. Alle nostre obbiezioni vennero contrapposte particolareggiate informazioni per dimostrare che non v'era possibilità pratica di nulla concludere. L'Imam Iahia aveva, in Arabia, una forte posizione de-rivantegli dalla sua appartenenza a secolare famiglia principesca e dal possesso di una contrada montuosa, che non era stata mai occupata dai Turchi; d'altra parte, l'Emiro della Mecca, come discendente diretto di Maometto, era in una condizione equivalente politicamente a quella di un principe indipendente. Fra queste due personalità politiche, che necessariamente gli