Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MOSTRE
anno <1935>   pagina <867>
immagine non disponibile

La pace di Ouchy 867
imbrogliare la questione delle isole allo scopo di ottenere com­pensi nel Golfo Persico. La seconda: Se un membro del Gabinetto attuale si recasse direttamente a vedere Giolitti, l'intesa sarebbe più facile? Era l'accenno della missione che poi fu confidata a Rescid Pascià. Nogara rispose che a Caux era il solo apparecchio ricevitore del telefono di Roma. La terza: In una combinazione qualunque 1' Italia, come inden­nità alla Turchia, non potrebbe cedere un paio delle migliori sue unità navali? . Nogara rispose che la cosa gli pareva molto difficile, ma che al momento opportuno si sarebbe po­tuto trovare una formula per accontentare la Turchia.1* La quarta infine: a Non si potrebbe concertare per ora un modus vivendi qualunque, riservando la questione della so­vranità a più tardi, e lasciando che la spinosa questione fosse risolta in una conferenza europea? La Turchia aggiunse si sarebbe impegnata a non fare opposizione al riconosci­mento della nostra sovranità, per aver l'appoggio dell'Italia in altre questioni politiche ed economiche . Nogara si limitò a rispondere: Ma saremo in guerra per degli anni ancora, se dobbiamo aspettare una conferenza!. Il Ministro disse poi che se egli avesse potuto ottenere l'indipendenza economica della Turchia come contropartita della cessione intera della Tripo-litania, sarebbe stato per lui un grande successo (per indipen­denza economica intendeva la libertà di fare trattati di com­mercio). E concluse melanconicamente essere un grave imba­razzo il suo, quello di dover prendere e far prendere decisioni così importanti, in un momento in cui era in vista un rimaneg­giamento importante del Gabinetto: imbarazzo tanto più
1) La richiesta, che poi venne presentata ufficialmente ai delegati turchi, mirava a far conseguire alla Turchia la superiorità sulla flotta greca. Giolitti fece rispondere negativamente: La cessione egli disse di nostra unità ci indebolirebbe in un momento nel quale le condizioni dell' Europa ci rendono necessario avere la mas­sima forza marittima. La costruzione importerebbe una spesa sproporzionata e darebbe origine a contestazioni sulla natura e sulla forza delle navi che ci fossimo impegnati a costruire .